Disturbi alimentari: cosa e quali sono, sintomi e rimedi

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I disturbi alimentari sono un fenomeno molto diffuso. Si stima che almeno l’80% della popolazione ne soffra, soprattutto gli adolescenti.

Questo fenomeno interessa principalmente individui di sesso femminile, nonostante negli ultimi anni si sia diffuso anche tra gli individui di sesso maschile. Le cause che portano allo sviluppo di disturbi alimentari sono molteplici, principalmente legate all’apparenza e al desiderio di apparire magri. Nonostante questa tipologia di disturbi interessi l’aspetto fisico, lo sviluppo di queste condizioni risulta essere strettamente legato alla sfera psicologica.

I disturbi di tipo alimentare comprendono una serie di disfunzioni che riguardano l’alimentazione. Le persone che soffrono di queste malattie, infatti, tendono a vedere il cibo come un nemico, nonostante alcune tipologie di questo disturbo comprendono un utilizzo smisurato di alimenti, principalmente dolci e snacks.

Questi disturbi, infatti, presentano sintomi e comportamenti diversi, che variano e mutano in base all’inclinazione della persona. Il disturbo alimentare più famoso, e più antico, sembra essere quello relativo all’anoressia.

Quali sono i fattori che scaturiscono questa problematica

Le persone che soffrono di anoressia, tendono a non mangiare, saltare i pasti e fare molta attività fisica per dimagrire e vivono costantemente con la paura di ingrassare. La prima diagnosi di anoressia si è avuta nel 1689 e fu fatta dal dottor Richard Morton.

Il dottor Morton riportò due casi, riguardanti un giovane di 16 anni e una ragazza di 18. I due ragazzi apparivano tristi e depressi, infatti la causa scatenante che provocò le prime diagnosi di disturbi alimentari fu legata principalmente alla sfera psicologica.

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Nonostante i primi casi di disturbi alimentari furono riportati solo alla fine del 1600, veri e propri digiuni venivano effettuati anche molto prima. Pare, infatti, che molte suore praticassero il digiuno eucaristico per sentirsi più vicine a Dio e, in alcuni casi, per parlare con lui.

Il digiuno prolungato può causare, infatti, allucinazioni visive e uditive. Il digiuno eucaristico era molto praticato, e non ci sarebbe nulla di strano in questo, se non fosse che, una volta cominciato il digiuno, le suore non riuscissero a tornare alla normalità.

Per molte suore, infatti, la sensazione di invincibilità data dal digiuno prolungato era qualcosa a cui difficilmente si poteva rinunciare, e molte morivano, appunto, a causa dei digiuni eucaristici.

I fattori psicologici

I disturbi alimentari tendono a presentarsi, nella maggior parte dei casi, durante l’adolescenza e la pubertà. Nonostante ciò, sono stati registrati diversi casi di disturbi alimentari, principalmente anoressia e bulimia, verificatesi in bambini dell’età compresa fra i 5 e 10 anni.

Le motivazioni che spingono allo sviluppo di disturbi alimentari, sono molteplici. Sono principalmente legati all’insicurezza fisica, che può presentarsi in maniera naturale durante lo sviluppo fisico, soprattutto negli individui di sesso femminile. I cambiamenti fisici e i cambiamenti ormonali possono portare allo sviluppo di problemi con il proprio aspetto fisico: la consapevolezza, ad esempio, di non essere più bambine, può portare ad uno stato psicologico di remissione.

Per questo motivo, alcune bambine possono essere inclini a non mangiare, o mangiare e vomitare, per fermare questo processo di sviluppo e restare, appunto, in uno stato fisico acerbo. Altri fattori che possono portare allo sviluppo di disordini alimentari possono essere i commenti sull’aspetto fisico da parte di terze persone.

Studi scientifici hanno dimostrato che le persone che svolgono sport molto rigidi, come ad esempio la ginnastica artistica e la danza classica, tendono maggiormente a sviluppare disordini alimentari, in quanto costrette a subire commenti da parte di istruttori e istruttrici, che mirano alla perfezione fisica data dall’estrema magrezza.

I problemi alimentari in rapporto ai canoni dei social network

Molti studi scientifici e psicologici hanno dimostrato che, con l’avvento di Internet e dei social network, i problemi alimentari sono aumentati notevolmente. Sfortunatamente, in rete è possibile trovare veri e propri siti internet che idolatrano e supportano i disordini alimentari, descrivendoli come un qualcosa di bellissimo, a cui aspirare nella vita.

Nonostante le persone che combattono tutti i giorni contro i disordini alimentari si battano costantemente per chiudere questi blog e siti internet, ogni giorno ne appaiono di nuovi. Questi blog risultano essere molto dannosi, soprattutto per le più giovani, in quanto sono composti principalmente da vere e proprie guide che, se seguite, possono realmente portare allo sviluppo di problemi alimentari.

Queste guide presentano argomenti che insegnano alle più giovani come saltare i pasti, come indursi il vomito senza farsi scoprire dai genitori e quanti e quali esercizi svolgere per dimagrire velocemente. I social network e i media, sfortunatamente, non aiutano ad evitare queste situazioni, in quanto sono i primi a fornire continuamente impulsi visivi riguardanti l’estrema magrezza di modelle e attrici.

Nonostante diverse aziende e case di moda si stiano muovendo per fornire modelli e ideali di bellezza più vicini alla normalità, utilizzando ad esempio persone normopeso e con lievi difetti fisici, il numero di persone affette da disordini alimentari aumenta costantemente, restando la prima causa di morte soprattutto nei giovanissimi.

Quali sono i disturbi alimentari

I disturbi alimentari sono legati principalmente all’idea della persona che ha di se stessa e del proprio corpo. Una persona che soffre di disturbi alimentari avrà una tipologia di valutazione disfunzionale, legata alla necessità di apparire magra agli occhi di tutti.

I disturbi di questo genere più diffusi sono tre e sono: anoressia, bulimia e binge eating. La persona che soffre di anoressia, per quanto possa apparire magra, vedrà se stessa come una persona grassa e tenderà a svolgere molto esercizio fisico, saltare i pasti ed evitare un determinato tipo di alimenti, pur di dimagrire ancora di più.

Le persone anoressiche risultano essere molto sicure di sé stesse, soprattutto durante le fasi iniziali della malattia, in quanto fiere di riuscire ad avere il controllo sul proprio peso, sulle calorie e sul cibo ingerito. Le persone che soffrono di anoressia hanno una seria fobia del grasso e delle persone grasse, che ai loro occhi appariranno come sporche e trasandate.

Le persone bulimiche, invece, consumano un’elevata quantità di cibo che poi vomiteranno una volta terminato il pasto. Nonostante le persone che soffrono di questa condizione siano solitamente normopeso, in seguito agli episodi di bulimia tenderanno ad ingrassare in quanto non riusciranno sempre ad espellere tutto quello che hanno mangiato.

Le persone che soffrono di bulimia sono spesso molto più insicure di se stesse rispetto a quelle che soffrono di anoressia, in quanto si vergognano di quello che fanno e considerano il vomito provocato come qualcosa da ripudiare. Il binge eating, invece, è un disturbo alimentare che consiste nel continuo abbuffarsi di cibo, senza però ricorrere a metodi per eliminarlo. Per questo motivo, le persone che soffrono di binge eating sono solitamente obese o sovrappeso.

I sintomi più comuni

I disturbi alimentari sono un problema serio, se non curati possono causare la morte della persona che ne soffre. Accorgersi dei sintomi iniziali di questa malattia e prendere precauzioni è molto più facile di curare la malattia, una volta insidiata nella persona. Questo perché i disordini alimentari creano dipendenza e modificano permanentemente le abitudini di una persona. Per questo motivo le persone in riabilitazione tendono ad avere alti e bassi e non riescono ad affrontare un percorso lineare. I sintomi relativi allo stato iniziale dello sviluppo di disturbi alimentari sono:

  • Eccessiva preoccupazione per il proprio peso;
  • Eccessiva preoccupazione per la propria forma fisica;
  • Calo del consumo di cibo;
  • Diete, abbuffate, episodi di vomito;
  • Abuso di diuretici, lassativi e pillole dimagranti;

Soluzioni percorribili

Se presi in tempo, i disturbi del comportamento possono essere curati. Il trattamento non è facile e il percorso è molto impegnativo. Esistono molte case di cura e strutture dove è possibile trattare e guarire dai disturbi alimentari.

La prima che il paziente deve fare, però, è ammettere di avere un problema. Molte persone, infatti, vengono ricoverate presso queste strutture tramite TSO (trattamento sanitario obbligatorio) e vengono curate contro la loro volontà.

Il problema è che, una volta uscite, riprendono le loro abitudini disfunzionali. Per questo motivo, è molto importante che la persona che soffre di disordini alimentari sia realmente intenzionata a guarire.

Fonti

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/4882316/

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