Intolleranze alimentari: quali sono e come fare il test

Intolleranze alimentari - come combatterle

Le intolleranze alimentari, nei tempi moderni, sembrano essere molto più diffuse rispetto a prima. Ciò non significa che molto tempo fa le persone non soffrissero di queste condizioni, solo che non era possibile diagnosticarle.

Oggi esistono molti test per capire se si è intolleranti a qualsiasi tipologia di genere alimentare, e spesso le persone vengono sottoposte a questi test fin da piccoli. Le intolleranze alimentari sembrano essere molto diffusi, e fortunatamente, grazie ai progressi scientifici, è possibile convivere con queste condizioni senza modificare in modo drastico il proprio stile di vita.

Cosa sono le intolleranze alimentari

Per intolleranze alimentari si intende una reazione avversa dell’organismo umano a determinati tipi di alimenti. La reazione dell’organismo alle intolleranze alimentari non avviene a causa dell’attivazione anomala del sistema immunitario, ma si manifesta come un’indigestione ad una tipologia di cibo ben specifica.

La reazione dell’organismo agli alimenti a cui è allergico non è severa e non presenta sintomi mortali. Esistono, infatti, diverse classificazioni di intolleranze alimentari.

Alcune più gravi, possono presentare sintomi che possono mettere a disagio la persona, come flatulenza e diarrea. Altre, invece, possono presentare sintomi molto lievi, come gonfiore addominale e sensazione di stanchezza passeggera.

Le intolleranze alimentari possono essere di origine enzimatica, ovvero legate all’incapacità dell’organismo di metabolizzare alcuni componenti degli alimenti. Le intolleranze alimentari di origine enzimatica più diffuse sono quelle al lattosio e al glutine.

Intolleranze alimentari - cosa sono

Altre intolleranze alimentari, invece, si manifestano a causa della presenza di sostanze ad attività farmacologica prodotte dall’intestino. Le più diffuse risultano essere legate alla caffeina e all’alcol etilico.

Studi scientifici hanno rivelato una possibile concomitanza fra le intolleranze alimentari e fattori genetici. È possibile, quindi, che le intolleranze alimentari possano essere ereditate, ad esempio, dai familiari stretti.

Alcuni tipi di intolleranze, invece, possono presentarsi anche con lo sviluppo corporeo ormonale, e quindi non essere presenti alla nascita.

Come si diagnosticano con il breath test

È possibile diagnosticare le intolleranze alimentari eseguendo alcuni test. Prima di sottoporsi a test riguardanti le intolleranze alimentari, sarebbe opportuno parlare col proprio medico curante dei sintomi dei quali si soffre, per escludere la possibile presenza di altre patologie che non interessano le intolleranze alimentari.

Le intolleranze alimentari, infatti, possono presentare sintomi comuni a tantissime altre patologie. Per diagnosticare le intolleranze alimentari, sono disponibili diversi test. Il più diffuso e attendibile risulta essere il breath test.

Si tratta di un test rapido che si effettua esaminando i campioni di aria respirata. Questo test è utile per individuare alterazioni del sistema gastroenterico.

Ad esempio la presenza di contaminazioni batteriche, malassorbimento intestinale e disturbi intestinali come flatulenza, meteorismo e diarrea. Un’altra tipologia di test che è possibile effettuare in caso di sospette intolleranze alimentari è il test sierologico.

Questi test vengono svolti per cercare nel sangue dei pazienti determinate tipologie di anticorpi che entrano in circolo quando l’organismo non riesce a tollerare un determinato tipo di alimento. I test per le intolleranze alimentari possono essere svolti dal gastroenterologo, e non risultano essere particolarmente rischiosi per il paziente.

Possono causare un po’ di fastidio a livello gastrointestinale, in quanto tutte le procedure che riguardano i test per le intolleranze alimentari prevedono la somministrazione dell’alimento al quale si è possibilmente intolleranti, al paziente.

Sintomi delle intolleranze alimentari più comuni

In caso una persona temesse di soffrire di intolleranze alimentari, è consigliabile tenere d’occhio o notare la comparsa dei seguenti sintomi:

  • Acne: in caso di intolleranza alimentare, è possibile che si verifichi l’insorgenza o il peggioramento dell’acne, a causa degli sbalzi ormonali dovuti all’intolleranza.
  • Astenia: consiste in uno stato di debolezza generale, dovuto alla riduzione o perdita muscolare.
  • Aumento dell’appetito: l’incapacità dell’organismo a tollerare e digerire alcuni alimenti può causare questa condizione.
  • Bruciori di stomaco: assumere alimenti ai quali si è intolleranti può causare un’alterazione della mucosa gastrica, causando questa condizione.
  • Colica e crampi addominali: gli alimenti ai quali si è intolleranti possono causare contrazioni molto dolorose a carico del sistema gastrointestinale.
  • Diarrea: l’intestino, non essendo in grado di tollerare l’alimento assurdo, produrrà feci molle o poco formate.
  • Dispnea: difficoltà a respirare.
  • Dissenteria: evacuazioni liquide particolarmente frequenti e dolorose.
  • Sonnolenza: è una reazione automatica dell’organismo all’immissione di alimenti ai quali si è intolleranti.
  • Stomaco Gonfio: a causa dell’aumento di gas a carico dell’intestino, stomaco e addome possono risultare gonfi e doloranti.

Le differenze fra le intolleranze alimentari e le allergie alimentari

A differenza delle intolleranze alimentari, che non presentano sintomi particolarmente gravi, le allergie alimentari possono essere anche fatali. Le allergie alimentari, infatti, sono dovute ad una reazione del sistema immunitario ad un agente antigene.

Le intolleranze, invece, sono dovute a reazioni anomale dell’organismo ad una determinata sostanza presente negli alimenti. Spesso i termini vengono confusi fra di loro, nonostante siano situazioni completamente diverse.

Le allergie alimentari, infatti, possono essere anche fatali e spesso richiedono un intervento farmacologico immediato. Molto spesso, le allergie alimentari richiedono l’utilizzo di epinefrina per fermare l’attacco allergico.

Le intolleranze alimentari, invece, non sono rischiose per l’organismo, nonostante possano causare reazioni molto severe che interessano l’apparato gastrointestinale. Il tempo di reazione dell’organismo alle intolleranze e alle allergie alimentari è completamente diverso.

Ad esempio, se una persona allergica alle fragole ne mangia una, l’organismo produrrà immediatamente una reazione allergica, causando in un lasso di tempo molto ristretto sintomi come prurito e gonfiore alla gola che, se non presi in tempo, andranno velocemente a peggiorare.

Se invece, una persona intollerante alle fragole, ne mangerà una, l’organismo non avrà alcuna reazione. La reazione, infatti, si verificherà solo dopo aver mangiato una grande quantità di fragole, e non metterà a rischio la vita della persona.

Le intolleranze alimentari e allergie alimentari

I sintomi delle allergie alimentari sono completamente diversi da quelli relativi alle intolleranze alimentari. I primi, infatti, saranno molto più gravi ed intensi, e se trascurati possono causare la morte della persona.

I sintomi delle allergie alimentari si presenteranno immediatamente dopo l’assunzione dell’alimento a cui si è allergici, e sono:

  • vomito o crampi allo stomaco,
  • orticaria,
  • fiato corto,
  • respiro sibilante,
  • tosse ripetitiva,
  • shock o collasso circolatorio,
  • raucedine con problemi di deglutizione,
  • gonfiore della lingua,
  • incapacità di parlare o respirare,
  • polso debole, colorazione pallida o bluastra della pelle,
  • vertigini o sensazione di svenimento,
  • anafilassi.

Se i sintomi non vengono curati immediatamente, tramite l’utilizzo di epinefrina, l’allergia alimentare può indurre uno shock anafilattico nella persona, che risulta essere la maggior parte delle volte, fatale.

Le intolleranze alimentari più diffuse

Esistono diverse tipologie di intolleranze alimentari, e le più diffuse risultano essere quella al nichel, al lattosio e al glutine. Per intolleranza al lattosio si intende l’intolleranza allo zucchero presente nel latte.

I soggetti che soffrono di intolleranza al lattosio presentano una carenza di un enzima chiamato lattasi. Questo enzima è in grado di scindere lo zucchero e lo trasforma in galattosio e glucosio.

Questa è un’azione che normalmente si svolge nell’intestino. Quando l’organismo non è in grado di compiere quest’azione, si possono verificare sintomi come nausea e diarrea.

Un’altra intolleranza alimentare molto diffusa è quella al glutine. Il glutine è una proteina presente nel grano e l’assunzione di prodotti a base di grano può provocare danni alle pareti intestinali, con conseguente incapacità di assorbimento di tutti gli alimenti che vengono introdotti nell’organismo.

L’intolleranza al nichel, invece, è di solito conseguenza di un’allergia da contatto a questo metallo. Il nichel è presente naturalmente in molti alimenti, come il cioccolato, i pomodori, la frutta secca, i legumi e gli spinaci.

Le persone che soffrono di intolleranza al nichel, purtroppo, sono costrette a limitare il consumo di molti alimenti, considerando che il nichel è presente, anche se in quantità molto basse, in qualsiasi tipologia di alimento.

Un’altra intolleranza alimentare molto diffusa è il favismo: si tratta di un deficit ereditario di un enzima chiamato glucosio 6 fosfato, importante per la corretta formazione di globuli rossi. Chi soffre di questa intolleranza alimentare è costretto a evitare alimenti come piselli, fave, e verbena.

L’assunzione di questi alimenti, infatti, può provocare la rottura dei globuli rossi e la comparsa di una condizione chiamata ittero, ovvero la colorazione giallastra della pelle dovuta all’aumento della produzione di bilirubina da parte del fegato.

Fonti

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34579083/

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