Integratori di uva ursina: catatteristiche e benefici

Integratori di uva ursina caratteristiche e benefici

L’uva ursina è sicuramente uno dei rimedi naturali più efficaci per la prevenzione della cistite e di tutte le infezioni alle vie urinarie. Ecco il motivo per cui è stato creato più di un integratore che hanno questo elemento alla base e che hanno il compito di prevenire questa tipologia di problematica.

Per produrre questa tipologia di integratori alimentari vengono raccolte le voglie che si ottengono dopo la prima fioritura e possono essere utilizzate sia essiccate che fresca. La cistite è un infezione delle vie urinarie non solo estremamente fastidiosa, ma anche comune soprattutto tra le donne.

All’interno dell’uva ursina sembrano siano presenti gli elementi necessari alla sua prevenzione e alla sua cura. Una pianta conosciuta fin dai tempi più lontani e spesso utilizzata come rimedio omeopatico.

I suoi principi attivi però interferiscono sia con alcuni medicinali che con altre tipologie di integratore alimentare. Per questo motivo nel caso in cui si stiano assumendo farmaci o integratori alimentari è opportuno chiedere il parere del proprio medico.

Cos’è l’uva ursina

Gli integratori alimentari a base di uva ursina sono pensati per via delle proprietà di questa pianta. Un rimedio naturale che permette di contrastare le infezioni alle vie urinarie e la cistite, problematica di cui soffrono molte donne.

Per la produzione degli integratori alimentari vengono utilizzate le foglie sia quando sono ancora fresche che essiccata. La pianta trova il suo habitat naturale nel nord Europa, Asia e Nord America.

Nonostante questo riesce a crescere bene anche nell’Italia del Nord e del Centro, soprattutto sulle Alpi e sugli Appennini. La pianta si presenta come un piccolo arbusto sempreverde rampicante, con delle forti dal classico colore verde scuro.

Ciò che ne deriva sono delle piccole bacche rosse che al loro interno celano una polpa non commestibile, farinosa e dal sapore acido. Nei boschi tali bacche sono il cibo preferito degli orsi.

L’uva ursina veniva utilizzata come rimedio per un gran numero di problemi. In particolare sembra essere il rimedio naturale più efficace per trattare i problemi che possono insorgere a carico del tratto urinario.

In passato, almeno fino a quando la scienza non ha fatto dei notevoli passi aventi, proprio i principi attivi di questa pianta venivano utilizzati pie curare nefriti, pielonefrite, cistiti e uretriti. Questo non era però l’unico utilizzo dell’uva ursina, essa era utilizzata anche come diuretico astringente.

Dagli indigeni del Nuovo Continente essa era ritenuta un buon rimedio contro il mal di testa, la carenza di vitamina C che può essere causa di scorbuto.

I principi attivi

I principi attivi presenti utilizzati negli integratori sono i glucosidi fenolici, arbutina, matilbutina. L’arbutina ha un potere antibatterico, a livello dell’intestino questa sostanza viene idrolizzata ad idrochinone e glucosio.

A seguito dell’arssorbimento l’idrochinone viene coniugato nel fegato e librato nelle urine come glucoronide e solfato. I batteri che sono presenti a livello della vescica sono in grado di deconiugare l’idrochinone dal glucoronide.

La sua azione antimicrobica si è rivelata estremamente utile contro molti batteri che in genere sono causa di infezioni del tratto urogenitale. Sembra infatti che l’arbutina sia assorbita senza alcuna modifica a livello intestinale e la scissione del suo legame glucisidico avviene solo a livello vescicale con la liberazione di idrochinone.

Un’idrolisi che avviene in maniera spontanea in un ambiente basico, senza l’intervento di batteri. L’utilizzo per la prevenzione della cistite e delle infezioni alle vie urinarie poggia le radici in un utilizzo popolare con una storia estremamente lunga.

Integratori a base di uva ursina

L’azione diuretica che esercita l’arbtina insieme ai glucosidi idrochinonici permette l’azione preventiva e agisce contro tutti i ceppi batterici che possono attaccare le vie urinarie. In genere si consiglia l’assume di circa 400/800 mg di pianta al giorno, da suddividere in 2 o 3 dosi.

Quello che è importante è che l’uva ursina che viene utilizzata con fini terapeutici sia standardizzata, perché solo in questo modo sarà possibile conoscere la quantità esatta di sostanze farmacologicamente attive che si assumono. La posologia del prodotto che si decide di utilizzare dipende dal contenuto di arbutina.

Anche se per l’assunzione degli integratori non è necessaria la prescrizione medica, si consiglia di chiedere il parere di un esperto prima di sottoporsi al trattamento.

I benefici

Molti sono i principi attivi che vendono utilizzati all’interno degli integratori alimentari. Ognuno di loro ha delle proprietà medicinali differenti.

Abbondanti sono i tannini che svolgono funzione astringente, inoltre i flavonoidi che sono responsabili dell’azione diuretica degli integratori che si decide di acquistare. L’allantoina di cui abbiamo parlato abbondantemente in precedenza ha proprietà sedative, stimola la riparazione dei tessuti ed è in grado di migliorare la cicatrizzazione, promuovendo la formazione di cellule sane.

Nella cura omeopatica le foglie di uva ursina potevano essere utilizzate come lavaggio cutaneo al fine di velocizzare la rigenerazione della pelle a seguito di tagli e di graffi. I batteri vengono eliminati in maniera veloce, esattamente come le tossine, l’acido urico, i sali minerali in eccesso e i grassi.

Proprio per queste sue capacità sembra che sia un prodotto efficace anche per contrastare la fuoriuscita di herpes ed infezioni vaginali. All’interno dell’uva anche l’acido ursolico un diuretico che è anche un potente astringente.

Un tonico completamente naturale per un gran numero di organi, come: reni, fegato, pancreas. Gli integratori sembrano essere efficaci perché si riduce nettamente la formazione di cristalli di acido urico.

Agiscono come analgesico nel caso in cui si verifichino delle coliche per calcoli alla vescica. Se ne consiglia l’utilizzo anche alle donne che hanno appena partorito, considerando la loro capacità di prevenire le infezioni.

Il grande contenuto di tannini rende la pianta efficace per il trattamento della diarrea cronica dovuta al malassorbimento, andando a favorire il bolo fecale. Gli integratori alimentari sono in grado di promuovere il rilassamento dei muscoli, un ottimo coadiuvate per il recupero di quelli che sono i tessuti irritati e infiammati.

I prodotti che utilizzano l’uva ursina come basa sono in grado di combattere la pressione sanguigna, agire come diuretico andando a stimolare la minzione. Non a caso, si pensa che tali integratori siano in grado anche di affiancare una dieta ipocalorica per la riduzione del peso, andando a contrastare l’insorgere della ritenzione idrica.

Occorre però considerare che produrre un quantitativo elevato di urina tende ad eliminare una quantità eccessiva di potassio che difficilmente si riesce ad assorbire nuovamente attraverso il cibo.

Utilizzo

Si possono utilizzare integratori a base di uva ursina sotto forma di infuso, decotto o un macerato freddo. Un prodotto che deve essere somministrato 4 volte al giorno.

Procedere con questa tipologie di integrazione vuol dire si va a potenziare l’attività antimicrobica dell’arbutina. Per preparare l’infuso è sufficiente utilizzare un litro di acqua in cui inserire 20 g di foglie secche e lasciar riposare per qualche minuto.

In questo modo, si possono ottenere 3 o 4 tazze al giorno da bere dopo che si è proceduto al filtraggio. Allo stesso modo si prepara il decotto.

Alcuni studi specifici hanno però evidenziato che sia più efficace l’infuso in quanto l’arbutina si dissolve meglio nell’acqua in ebollizione. Però al gusto si rivela più amaro.

Altro integratore efficace è il macerato che si prepara facendo riposare le foglie in acqua fredda per 6/12 ore. Si ottiene un composto con una percentuale minore di tannini che si adatta anche a chi ha situazioni gastriche particolarmente sensibili.

Infine le capsule che permettono un assunzione più semplice e al loro interno sono presenti estratti standardizzato in arbutina. Prodotti molto diffusi in commercio e che devono essere consumati seguendo attentamente quelle che sono le indicazioni fornite dal produttore.

In genere si consiglia l’assunzione del prodotto lontano dai pasti. In alcuni casi l’uva ursina viene associata al mirtillo rosso, al tarassaco, gramigna, verga oro, equiseto e camomilla, tutte con un forte potere diuretico.

Effetti indesiderati ed interazioni

Ci sono alcuni casi assumere prodotti per l’integrazione di questo genere non dovrebbe essere utilizzata. In particolare si consiglia di evitare l’assunzione in caso di gravidanza e allattamento.

Non dovrebbero utilizzarli le persone che soffrono di insufficienza renale ovvero hanno mostrato allergia all’acido acetilsalicilico. Se ne sconsiglia l’utilizzo in soggetti al di sotto dei 12 anni.

Il trattamento non dovrebbe essere protratto per un periodo superiore a una settimana, da ripetere per più di 5 volte all’anno. In ogni caso, la somministrazione dovrebbe avvenire solo sotto controllo medico.

I tannini potrebbero essere irritanti per la mucosa gastrica, questo è il principale motivo per cui se ne sconsiglia un utilizzo prolongato. La presenza di tannini potrebbe esser causa di una colorazione dell’urina particolarmente scura tendente al marrone.

Durante il periodo si integrazione alimentare si consiglia di bere più di 2 litri al giorno. Evitare di associare il prodotto con alimenti acidificanti che potrebbero ridurre l’effetto.

Allo stesso medo è meglio evitare gli alimenti a base di vitamina C. La presenza di arbutina all’interno del prodotto potrebbe aumentare l’attività dell’ibuprofene e dell’indometacina.

Poco indicato nel caso in cui si assumano tali prodotti per il trattamento dell’artrite, della dermatite da contatto. L’unione dei due prodotti potrebbe essere causa di ipersensibilizzazione.

In ogni caso occorre prestare attenzione all’assunzione di integratori che hanno alla base uva ursina con farmaci antinfiammatori, sia corticosteroidei che non steroidei. Inoltre è possibile l’azione sinergica anche con agenti farmacologici che stimolano la produzione urinaria o gli acidificanti dell’urina, che possono annullare l’azione antibatterica del prodotto. Buono invece, può essere l’abbinamento con la menta, il miele, l’uva, gli spinaci e i fagioli.

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