Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Cosa fare in caso di puntura di zecca: rimedi e cure

cure per la puntura di una zecca

La puntura di zecca, solitamente, passa inosservata in quanto non dolorosa. Questo risulta essere un problema, soprattutto per un’eventuale diagnosi, in quanto essa risulta essere incerta.

Esistono diversi animali, principalmente insetti, i cui morsi possono trasmettere malattie all’essere umano. Alcuni insetti, infatti, risultano essere parassiti e finiscono col nutrirsi e modificare completamente il modo di comportarsi di animali e uomini fino a causare la morte.

Fortunatamente, questa tipologia di insetto risulta essere molto poco comune, come i morsi e gli attacchi dovuti ad essi. Altri insetti, totalmente più comuni, possono riportare diversi danni agli esseri umani, ma decisamente meno gravi, come fastidi, pruriti o reazioni allergiche. I morsi, o le punture, più comuni risultano essere quelli causati da ragni, pulci, zanzare, zecche e pappataci.

Cosa sono le zecche

Le zecche vengono erroneamente considerate insetti. In realtà le zecche risultano essere artropodi, e appartengono alla classe degli aracnidi, insieme ai ragni e agli scorpioni.

Le zecche fanno anche parte dell’ordine degli acari. Diverse specie di questi artropodi, possono trasmettere diverse malattie agli uomini, in quanto trasportano i patogeni responsabili della borreliosi di Lyme, della babesiosi, delle rickettsiosi e di alcune encefaliti virali. Le zecche, solitamente, sono grandi pochi millimetri, presentano un corpo ovale e appiattito e otto zampe.

I maschi delle zecche sono colore rosso tendente al marrone scuro e risultano essere simili ad un granello di pepe. Le femmine, invece, sono grigiastre. Sul capo delle zecche si trova il gnatosoma insieme all’apparato boccale, associato all’ipostoma che risultano essere piccoli dentini utili all’ancoraggio dell’animale all’ospite.

Le zecche possono essere divise in due famiglie: le Ixodidae, anche conosciute come le zecche dure, sono provviste di uno scudo rigido sul dorso e le Argasidae, conosciute come le zecche molli, sono prive di protezione dorsale.

Le zecche, quindi, risultano essere dotate di una bocca pungente e succhiatore, quindi adatta alla vita da parassiti temporanei: le zecche, infatti, infestano solitamente animali, sia domestici sia selvatici, per nutrirsi del loro sangue. Gli animali che preferiscono sono piccoli roditori, lepri, volpi, cervi e uccelli, ma possono scegliere anche ricci, tassi ed altre tipologie di mammiferi.

Il ciclo vitale della zecca ha una durata di circa due anni. Durante questo periodo, le zecche sviluppano tre stadi di crescita, ovvero larva, ninfa e zecca adulta. Le zecche solitamente vivono in ambienti umidi, ricchi di vegetazione erbosa e arbustiva, bassa ed incolta.

Perché le zecche pungono gli animali e gli esseri umani

Generalmente, le zecche non risultano essere selettive nella scelta dell’organismo da attaccare. Le zecche, infatti, possono scegliere diverse specie animali e possono scegliere di stabilirsi anche sull’uomo.

Le zecche non fanno differenza fra animali grandi o animali piccoli, in quanto possono nutrirsi sia di mammiferi molto grandi, come i cervi, sia di animali molto piccoli, come gli uccelli. Le zecche ci mettono diverso tempo per finire i loro pasti, a base del sangue degli animali a cui sono attaccate.

Le zecche molli, ad esempio, ci mettono all’incirca due ore per completare il pasto. Le zecche dure, invece, ci mettono anche diversi giorni. L’attività delle zecche è strettamente legata ai valori di temperatura e umidità e, sebbene ci siano alcune eccezioni, in generale la loro attività si concentra nei mesi caldi.

Infatti, durante la stagione invernale tendono a proteggersi dal freddo rifugiandosi sotto le pietre o interrando in profondità. Le zecche molli possono svernare nelle fessure delle rocce o nelle crepe dei muri di pollai e ricoveri per animali.

Con l’aumento delle temperature le zecche tornano ad essere attive e lo rimangono fino all’autunno successivo. Tuttavia i cambiamenti climatici in atto possono far variare il periodo di attività delle zecche secondo le situazioni locali.

Le zecche tendono a vivere in ambienti ricchi di arbusti e di erbe abbastanza alte, per riuscire ad aggrapparsi più facilmente agli umani o agli animali dai quali verranno, in seguito, ospitati. Le zecche, infatti, non sono in grado di saltare o di volare sugli animali dei quali si nutriranno.

Per questo motivo, si portano all’estremità delle piante e dei cespugli e aspettano l’animale al quale aggrapparsi. Per questo motivo le zecche possono attaccare gli animali come possono attaccare gli uomini.

Grazie all’anidride carbonica emessa e al calore del corpo, animale e non, le zecche riescono ad avvertire la presenza di un ospite. Una volta individuato, vi si insediano conficcando la bocca nella pelle cominciando a succhiarne il sangue.

Il morso di zecca non risulta essere doloroso, in quanto le zecche sono dotate di una tipologia di saliva che contiene principi anestetici. Generalmente, le zecche restano attaccate all’organismo scelto per un periodo che varia tra i 2 ai 10 giorni e poi si lasciano cadere spontaneamente.

Perchè può essere pericolosa

Il morso delle zecche può essere rischioso per la salute degli uomini e degli animali, in quanto può esporre al rischio di contrarre diverse malattie infettive. Questi parassiti, infatti, prendono infezioni perché si alimentano consumando il sangue di animali portatori di microrganismi, come batteri, virus, e protozoi e, spostandosi sui nuovi ospiti, sono in grado di trasmetterli a loro, uomo compreso.

La zecca, dopo il morso, può staccarsi accidentalmente. Dopo il morso, generalmente, la zona può apparire infiammata e gonfia. Dopo alcuni giorni o alcune ore, in base alla gravità della situazione e alla reazione dell’organismo, l’infiammazione può espandersi, e può causare eruzioni cutanee anche particolarmente fastidiose.

La puntura di zecca può essere particolarmente pericolosa per l’uomo. Le zecche, infatti, possono trasmettere diverse patologie, come la malattia di Lyme, la meningoencefalite o la febbre bottonosa del mediterraneo.

La malattia di Lyme viene trasmessa da una tipologia di zecca che può essere comunemente trovata nei boschi. Questa zecca, infatti, predilige vivere in zone boschive tendenzialmente umide e ombreggiate.

cosa fare in caso di punture di zecche

Questa zecca è molto comune in Italia, in zone come il Trentino alto Adige, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia. La puntura di zecca compatibile con questo animale può solitamente manifestarsi in periodi ben specifici, come la primavera e l’estate.

La febbre bottonosa, invece, può essere trasmessa dalla zecca che solitamente prende di mira animali domestici come cani e gatti. Questa zecca solitamente può essere trovata in regioni che presentano un clima particolarmente caldo e asciutto.

Cosa fare in caso di puntura di zecca

In caso di puntura di zecca, è consigliabile estrarre il prima possibile. E’ preferibile far compiere quest’azione ad un medico o un professionista, in quanto loro sono in grado di staccare il parassita dal corpo senza schiacciarlo.

Schiacciare una zecca, infatti, può aumentare il rischio di contrarre qualche malattia da essa. Prima di staccare la zecca, anche se questa azione dovesse essere compiuta da un professionista, sarà opportuno non utilizzare creme e lozioni oleose che possano in qualche modo venire a contatto con la bocca del parassita, causando un rigurgito, e quindi accelerando la trasmissione di eventuali malattie.

Rimuovere una zecca, infatti, risulta essere un processo particolarmente delicato. Sarà necessario, quindi, afferrare la zecca con una pinza a punte sottili e fare un movimento leggermente rotatorio.

Durante questa operazione, è possibile che parte della testa della zecca resti a contatto con la pelle. Nel caso in cui questo dovesse succedere, sarà necessario rimuovere le parti rimanente tramite l’utilizzo di aghi sterili.

In seguito, la zona dove è presente la puntura di zecca dovrà essere disinfettata con acqua ossigenata, alcol o betadine. In seguito sarà premura dell’individuo morso controllare la zona per almeno un mese.

Durante questo periodo, è importante fare attenzione alla comparsa di determinati sintomi, come la comparsa di aloni rossastri, febbre o febbricola, mal di testa, debolezza e dolori articolari. Nel caso in cui dovessero presentarsi, sarà necessario avvertire il medico curante.

Sintomi

I sintomi attribuibili alla puntura di zecca possono variare a seconda della tipologia di infezione contratta. Nel caso in cui non fossero presenti infezioni, infatti, la sintomatologia risulta essere legata solo ad un leggero prurito e ad un arrossamento della zona dove si è verificata la puntura.

Nel caso in cui, assieme alla puntura, si contrasse una malattia, è importante notare e tenere sotto controllo diversi sintomi, come rash eritematoso, febbre, dolori articolari, mal di testa e cambiamenti di umore, influenza, nausea, vomito, dolori muscolari, eruzioni cutanee come croste nere in prossimità dell’area in cui si è verificato il morso, macchie e papule.

Tutti questi sintomi possono essere attribuiti alla comparsa di patologie anche molto gravi per l’organismo. Per questo motivo, dopo esser stati punti da una zecca, sarà necessario tenere sotto controllo puntura e sintomi per almeno un mese.

Nel caso in cui dovesse crearsi una situazione per la quale si sospetta una puntura di zecca, sarà importante controllare il proprio corpo, cercando prove che possano confermare la puntura di zecca. Nel caso in cui è presente la puntura di zecca, si noterà una zona del corpo leggermente arrossata a forma di alone.

Nel caso in cui la zecca non dovesse essere presente, sarà importante disinfettare la zona e controllare eventuali cambiamenti di cute o presenza di sintomi attribuibili alla puntura di zecca per almeno un mese.

Articoli correlati
sindrome premestruale

Sindrome premestruale: sintomi e rimedi

La sindrome premestruale comprende tutto ciò che succede all’organismo femminile il periodo di tempo prima dell’arrivo del ciclo mestruale. La sindrome premestruale comporta la comparsa