Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Cosa fare in caso di trigliceridi alti in gravidanza: cause e rimedi

cosa fare in caso di trigliceridi alti in gravidanza

La gravidanza è un periodo molto bello ed intenso per ogni mamma. Ma allo stesso tempo, ogni mamma sa anche che, proprio durate questi 9 mesi dovrà affrontare una serie di cambiamenti del proprio corpo e del proprio organismo.

La gravidanza potrebbe essere un fattore determinante per quello che riguarda un livello elevato di trigliceridi. Un dato di fatto questo che potrebbe essere provocato dalle alte concentrazioni plasmatiche che si hanno proprio durante la gravidanza.

Un incremento quest’ultimo che è indispensabile alfine di dare il giusto nutrimento al bambino. Ovvio che in ogni caso, un valore alto dei trigliceridi nei mesi dell’attesa è da tenere sotto stretto controllo per evitare delle complicanze come la pancreatine acuta, e la preeclampisia che possono mettere a repentaglio la vita sia del feto che della madre.

In linea di massima, verso la fine della gravidanza il valore dei trigliceridi aumenta, raggiungendo vette che per una donna sana non sono una problematica. Nonostante questo, in alcuni specifici casi ci sono donne che in gravidanza sviluppano l’ipertrigliceridemia. Ecco la tabella con i valori dei trigliceridi.

ValoriDescrizione
< 150mg/dlValori normali
200-499mg/dlValori alti
> 500mg/dlValori molto alti

Le possibili conseguenze

Come succede per buona parte dei valori ematici, durante la gravidanza la loro soglia minima e massa aumenta, per riuscire ad affrontare i cambiamenti che la donna stessa subisce in questo delicato periodo della propria vita. Per questo motivo, durante la gestazione i valori normali del colesterolo vengono fissati in un valore compreso tra i 200 e i 337 mg/dl.

Inizialmente una donna noterà una riduzione dei livelli di colesterolo nel sangue. Un valore che nelle successive 8 settimane andrà via via aumentando per arrivare ad un sensibile incremento a partire dal quarto mese di gestazione.

Intorno all’ottavo mese, si tende a raggiungere dei livelli massimi di colesterolo, che restano tali fino alla fine della gestazione. In altre parole, lungo tutti i 9 mesi che porteranno poi alla nascita del bambino, occorre prestare attenzione affinché i valori della colesterolemia totale non superi i 337 mg/dl. 

Tutti quelli al di sotto di tale soglia sono considerati normali, se si supera la soglia, è bene chiedere il parere di uno specialista per riuscire ad intervenire tempestivamente. Il colesterolo alto in gravidanza, esattamente come nel tutto il corso della vita, non deve essere sottovalutato.

In effetti esso può essere anche causa di problematiche molto gravi. La prima tra tutte è la possibilità di incorrere in un parto prematuro.

Senza poi considerare che valori elevati del colesterolo in gravidanza potrebbero essere causa di spiacevoli conseguenze che si correlano all’ipercolsterolomia come ad esempio l’infarto del miocardio, arteriosclerosi e l’ictus.

Cause e fattori di rischio

Esattamente come per tutta la vita, durante la gravidanza il colesterolo è indispensabile per la salute della mamma e nei 9 mesi di gestazione anche del bambino. L’organismo del bambino ha bisogno del colesterolo, per riuscire a svilupparsi nella maniera corretta.

In particolare, il colesterolo nel piccolo, è indispensabile a livello nervoso, per via della capacità di questo lipide di stabilizzare le membrane cellulari rendendole fluide e permeabili. Da tale base partono molti dei trattamenti a cui si sottopone la donna in gravidanza.

In genere durante i 9 mesi di gestazione viene sospesa l’assunzione di farmaci ipolipemizzanti come le statine. Quando la completa sospensione non è possibile, avviene una correzione, utilizzando comunque una dieta adatta e l’esercizio fisico per riuscire a tenere sotto controllo il livello del colesterolo.

L’organismo della donna in dolce attesa va ad utilizzare il colesterolo come base per la sintesi degli ormoni steroidei e per andare a formare le membrane dei tessuti in crescita. Durante la gestazione episodi di ipertrigliceridemia e ipercolesterolemia sembrano poter essere collegati a un aumento degli estrogeni che si combina alla resistenza insulina.

In linea di massima si osserva comunque che dopo 4 o 6 settimane dal parto e anche meno per le donne che allattano al seno, i valori del colesterolo tornano nella norma. Infine si ricorda che possibile causa di colesterolemia nel corso della gestazione non è solo la resistenza insulinica a cui si è fatto riferimenti anche in precedenza, ma anche a dei possibili stati infiammatori in atto.

Le possibili conseguenze

Per poter comprendere quanto sia importante tenere sotto controllo il valore dei trigliceridi durante la gravidanza è essenziale conoscere quelle che possono essere le conseguenze di un valore elevato di tali elementi. Nel caso in cui i trigliceridi superassero la soglia minima di riferimento, le ripercussioni si potrebbero avere sia sulla mamma che sul bambino.

Alcuni studi specifici hanno mostrato come livelli elevati di trigliceridi nel sangue, possono essere causa di gestosi, ovvero aumenta la probabilità di diabete gestazione. L’attenzione di molti specialisti ricade soprattutto su questo secondo elemento.

La presenza di diabete gestazione è anch’esso un elemento di rischio e può essere causa di 2 diversi aspetti. Da una parte il peso del piccolo alla nascita, potrebbe essere ben oltre quello che è il normopeso dei neonati a termine. Inoltre è possibile che il neonato nasca pre-termine, ovvero con bisogno di cesareo di urgenza.

Infine lo stesso bambino alla nascita potrebbe andare incontro a livelli di glucosio eccessivamente basso nel sangue. Un livello di colesterolo eccessivamente elevato nella gestante aumenta il rischio di obesità infantile e successivamente all’insorgenza del diabete di tipo 2 nell’età adulta. 

Nella donna è possibile che anche dopo il parto i livelli di ipetrigliceridemia restino alti anche dopo il parto, esponendosi al rischio di malattie metaboliche e cardiovascolari.

Gli Omega3 come rimedio

Quindi nel caso in cui si dovesse riscontrare un valore elevato di trigliceridi nel sangue durante la gestazione, è consigliabile affidarsi alla guida di un esperto che sia in grado di indicare il percorso migliore da seguire. Ci sono comunque dei rimedi naturali che possono essere suggeriti, che passano attraverso gli integratori di Omega£ e anche una corretta alimentazione.

Gli Omega3 a cui ci si riferisce sono l’EPA e il DHA, dei grassi indispensabili per il benessere dell’organismo, in grado di favorire l’equilibrio dei trigliceridi nel sangue. La loro funzione non si arresta qui, infatti essi sono anche un valido aiuto per la crescita sana e corretta del bambino, in particolare a livello cognitivo.

Gli Omega3, che in ogni caso non dovrebbero mai mancare nell’alimentazione di chiunque, possono essere introdotti, assumendo almeno 2 o 3 volte a settimana degli alimenti che li contengono, basta pensare al pesce fresco. Nello specifico si consiglia di consumare: sardine, salmone, alici, branzino, spigola e orata.

Molto consigliati in gravidanza, sono pesci che accumulano un quantitativo animo di metalli pesanti, come può essere il mercurio. Altre fonte di Omega3 sono i semi oleosi che possono arricchire molte ricette.

Essi oltre a presentare una buona dose di Omega3 sono anche serbatoi di:fibre, sali minerali, elementi come il magnesio e il potassio.

Molto consigliata anche l’attività fisica

Quando l’alimentazione e l’integrazione non sono sufficienti, si consiglia di non trascurare l’attività fisica. Non sono poche le schede di allenamento che si adattano alla donna in dolce attesa e che le permettono anche di mantenersi in splendida forma durante i 9 mesi.

Fare attività fisica regolarmente vuol dire stare bene con se stesse anche durante la gravidanza, senza considerare il grande aiuto che arriva al corpo e che potrà poi essere sfruttato al momento della nascita. A riguardo non sono pochi gli studi che sono stati condotti e che hanno evidenziato come fare attività fisica in gravidanza, ovviamente che sia adeguata al pancione, possa aiutare a portare la stessa a termine senza alcuna complicazione.

Occorre inoltre considerare che fare attività fisica nei mesi di gestazione aiuterà il benessere della mamma dopo la nascita del suo piccolo. Svolgere degli esercizi, permette al bambino di avere il peso giusto alla nascita, evitando che il piccolo possa poi diventare un adulto obeso.

Alcune attività sembrano adattarsi alla gravidanza meglio di altre, come ad esempio lo Yoga e il Pilates, degli allenamento soft che si possono compiere anche in gravidanza e hanno la capacità di favorire il tono muscolare della futura mamma. Indicata anche la camminata all’aria aperta e qualsiasi attività metta in contatto con la natura andando a favorire il buon umore.

Tenere il colesterolo sotto controllo

In effetti occorre sottolineare come tenere sotto controllo il valore del colesterolo in gravidanza è molto più semplice di quello che si possa pensare. L’importante è adottare alcune semplici abitudini che potranno essere di grande aiuto anche dopo la nascita del piccolo.

Innanzitutto molta attenzione alla dieta con l’assunzione di fibre, frutta, cereali integrali e verdure che per una dieta equilibrata sono veramente indispensabili. Le fibre da assumere dovrebbero essere sia solubili che insolubili, in quanto perfette per abbassare il livello di colesterolo.

Da evitare invece, zuccheri e caffeina. L’idratazione è alla base e la donne in gravidanza deve aver ben presente il bisogno di dover bere molto.

Ridurre significativamente i grassi ed assumere solo fonti sane come le noci, il pesce, l’olio sia di semi di lino che di oliva. Quindi si consiglia di svolgere una dolce attività fisica per avere una netta riduzione del colesterolo che tendono ad aumentare con una vita molto sedentaria.

Quelli che si consigliano sono esercizi cardio moderati con l’uso di tapis roulant e cyclette, oltre che al camminare e salire le scale.

Articoli correlati