Disturbi del comportamento: quali sono e cosa sono

disturbi del comportamento adulti

I disturbi del comportamento sono una condizione che si manifesta ben presto negli esseri umani, a partire dai primi anni di età: si tratta di disturbi che non vanno assolutamente ignorati. Quando si parla di disturbi del comportamento, o disturbi comportamentali, si fa riferimento ad una particolare categoria di atteggiamenti che sono alterati o anomali e che sfociano spesso in scatti aggressivi, iperattività, comportamenti irriflessivo oppure competitivo/oppositivo.

Tale tipologia di problemi che interessa il comportamento si può manifestare attraverso degli eventi sporadici oppure in particolari periodi della crescita e del cambiamento a carattere temporaneo: ci sono dei casi in cui questi atteggiamenti sono la premessa di un disturbo psicopatologico. I disturbi comportamentali si manifestano solitamente durante la scuola dell’infanzia: in questo periodo, i bambini vengono etichettati come iperattivi se hanno degli atteggiamenti particolari.

Non a caso l’iperattività viene definita proprio come un’incapacità di rispettare le regole, ma anche di stare fermi, di disturbare in classi, di non sottostare a richiami e rimproveri: infine, questa causa incostanza nello svolgimento delle attività. Ecco che quindi, nei primi anni della propria infanzia, il bambino può avere degli atteggiamenti aggressivi, oppositivi e addirittura provocatori nei confronti di altri bambini o degli insegnanti.

Non si dimentichi che questi disturbi non vanno confusi con quelli del comportamento alimentare.

Cosa fare quando si manifestano i primi disturbi

Sono moltissime le cause che possono portare a dei disturbi del comportamento: per riuscire a seguire una strategia giusta, è necessario osservare in modo estremamente attento tutti quelli che sono i comportamenti messi in atto dal bambino. Facendo questo, sarà possibile comprendere quali sono le motivazioni profonde che smuovono il bambino, e successivamente sarà possibile utilizzare un preciso protocollo per risolvere il problema.

Al fine di riuscire in questo intento, è necessario rivolgersi a degli psicologi dell’infanzia: in Italia ci sono moltissimi centri specializzati nell’analisi e nella cura di questa tipologia di patologie, che sono estremamente comuni. Lo scopo di queste cliniche è sicuramente quello di far maturare il bambino che presenta questi disturbi del comportamento, affinché crei una maggiore resistenza in ambiti come quello scolastico ed anche famigliare.

Per riuscire a valutare con precisione il disturbo comportamentale che interessa il bambino c’è bisogno di alcuni colloqui al fine di conoscerlo, ma anche di diversi questionari e verifiche mirate. Ovviamente, non solo i bambini devono partecipare a queste procedure, ma anche delle figure di riferimento del bambino, come ad esempio insegnanti, tutori, genitori o parenti stretti: questo serve a creare una vera e propria intesa, una coalizione.

Caratteristiche dei disturbi comportamentali

Sono numerosissimi i disturbi del comportamento che interessano i bambini fino all’età della pubertà, ed ogni disturbo si presenta con delle caratteristiche diverse ed uniche, a seconda di quali sono i fattori scatenanti. In primo luogo, è possibile parlare di quelli che sono i comportamenti di tipo violento: tra questi, si ricordano l’atto di mordere, ma anche quello di colpire o graffiare l’altro invece di utilizzare gesti o parole per esprimere le emozioni.

Solitamente, questi atteggiamenti emergono da diversi disagi che sono legati all’età prescolare: in questi casi, i bambini usano questi comportamenti che danneggiano gli alti, come distruggere giocattoli, torturare gli animaletti o rompere le cose a scuole e a casa. Nel momento in cui si vengono a creare tali stati d’animo all’interno del bambino, successivamente si manifestano altri problemi che interessano gli altri ambiti della vita.

In primo luogo, essi agiscono sulla tipologia del linguaggio che l’infante utilizza, addirittura minando la sua capacità di mediare e negoziare con le altre figure presenti della propria vita: dunque il bambino rifiuta le regole. Questo può però anche influire sulle modalità che il bambino utilizza per comunicare i propri bisogni e le proprie emozioni, per metabolizzare problemi o disagi che si vengono a creare a casa o a scuola, che sono gli ambienti in cui vive il bambino.

Cause principali

I bambini che soffrono di un disturbo comportamentale solitamente manifestano dalle grandi difficoltà nel risolvere i conflitti:  ci sono però anche altre caratteristiche e manifestazioni dei disturbi del comportamento. Moltissimi infanti manifestano anche delle problematiche per quanto riguarda la loro condotta: essi hanno infatti delle vere e proprie difficoltà nel capire quali sono e soprattutto come risolvere le proprie problematiche.

Inoltre, questi bambini non sono in grado di individuare e portare avanti i propri obiettivi, non sanno immaginare le conseguenze delle proprie scelte, non sanno produrre delle soluzioni che risolvano eventuali problemi o contrattempi. I bambini aggressivi, diversamente da quelli che non sono aggressivi, non prestano una grande attenzione a tutti quelli che sono i segnali che provengono dall’esterno e si concentrano solamente su ciò che li circonda.

Generalmente, essi si focalizzano sui rimandi ostili e negativi: questo atteggiamento, nella maggior parte dei casi, rappresenta quella che è la loro unica modalità di autoprotezione, ovvero la rabbia. La rabbia è un sentimento che si può considerare come una vera e propria risposta alla frustrazione che il bambino vive ed accumula ogni giorno: ecco perché i bambini aggressivi necessitano un particolare supporto per fronteggiare gli input esterni.

Disturbi e genitori

Un aspetto che non bisogna assolutamente ignorare è sicuramente l’espressione del comportamento, ovvero come il bambino esprime il suo disturbo del comportamento: bisogna ricordare che se un bambino esprime tali comportamenti, probabilmente i genitori non hanno stabilito dei limiti. In aggiunta a questo, nella maggior parte dei casi, i genitori non sono riusciti a mostrare al bambino qual è il comportamento equilibrato da adottare.

Non ci sono dubbi che dei bambini estremamente vivaci possano mettere in difficoltà i genitori che lo accudiscono, in special modo il genitore che trascorre molto più tempo insieme al bambino. Ecco perché ci sono alcuni genitori che sono in grado di comprendere quelle che sono le dinamiche espressive del proprio figlio, e sono quindi in grado di dare una risposta adeguata in base allo stato d’animo del bambino.

CI sono poi dei genitori che invece manifestano la più totale indifferenza nei confronti degli atteggiamenti aggressivi del bambino, ad esempio quando inizia a picchiare o a mordere gli chi sta intorno. Peggio ancora, ci sono genitori che reagiscono in modo più aggressivo, punendo il bambino e dandogli così un messaggio sbagliato: questo non fa altro che contribuire al peggioramento del disturbo del comportamento nel bambino.

Fattori di rischio comuni

I disturbi del comportamento che si manifestano negli adulti e nei bambini possono essere causati da moltissimi fattori diversi, ma in generale è possibile analizzare quelli che sono alcuni fattori di rischio comuni. In primo luogo, ci sono dei fattori di rischio a base biologica: dunque, il comportamento del bambino è influenzato in modo negativo da quelli che sono gli atteggiamenti dei genitori o dall’atteggiamento di uno solo dei due genitori.

Questo significa che se il bambino molto spesso si adira, il genitore necessita di interagire con il bambino con fermezza, regolando quella che è la propria reazione. Un altro fattore di rischio è la situazione sociale e la situazione psicologica: spesso tali disturbi comportamentali possono essere causati da una grande povertà, da dure tensioni e scontri all’interno della famiglia, da genitori alcolisti o tossicodipendenti…

Infine, tra i fattori di rischio non si dimentichino anche le caratteristiche dei genitori: molti disturbi si sviluppano infatti perché ci sono dei modelli educativi che sono caratterizzati da una disciplina eccessiva, da poco affetto, da abusi fisici e psicologici, da eccessivo attaccamento. Ancora, altri fattori sono la risposta insufficiente ai segnali lanciati dal bambino, la dipendenza oppure la carenza organizzativa.

In ogni caso, non appena si ravvisano nel proprio bambino i sintomi di un comportamento aggressivo ed estremamente insubordinato, è necessario rivolgersi a degli specialisti.

Fonti

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32048237/

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