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In che modo il cortisone guarisce gli acufeni

come il cortisone può guarire gli acufeni

Questa è una domanda che molte persone si pongono, in quanto questo disturbo è molto fastidioso e invalidante per chi ne soffre, una percentuale di persone molto più alta di quello che si può pensare, dovuta a varie cause interne ed esterne, che può colpire la parte medie dell’orecchio per varie ragioni fisiologiche.

Questo fastidioso tintinnio percepito sempre o solo qualche volta, non viene percepita unicamente dalla persona che ne soffre, ma può essere identificata anche durante a una visita specialistica, riuscendo in questo modo a trovare una cura e una terapia nel modo più veloce possibile, evitando che questo disturbo possa diventare anche molto invalidante per la persona che ne soffre.

Inoltre, l’acufene si può presentare anche in differenti modi e suoni, come ad esempio un suono pulsante, più ritmico, e che spesso si sviluppa nello stesso modo del battito del proprio cuore, in quanto può essere strettamente correlato alla stessa circolazione sanguigna all’interno dei vasi sanguigni e capillari.

Le principali cause che sono state individuate riguardo alla comparsa di questo disturbo a carico dell’acufene molto spesso possono essere correlate al sistema uditivo e dovute ad esempio a traumi al sistema acustico, come otite o ipoacusia, ma anche dopo la creazione di tappi di cerume all’interno dell’orecchio, causa spesso di cattiva igiene. Ecco in tabella la divisione della gravità:

Grado di intensitàDescrizione
Grado 1Acufene rilevato solo in caso di silenzio
Grado 2Presenza di turbe del sonno
Grado 3Acufene rilevato anche in caso di rumore
Grado 4Interferenza tra quotidianià e sonno
Grado 5Impossibilità di svolgere qualsiasi attività

Il cortisone può servire per guarire dagli acufeni

Inoltre, un’altra causa molto diffusa che può portare lo sviluppo dell’acufene può essere da ricercare a un disordine alla zona mandibolare temporale, oltre che alla cervicale, tutte problematiche inoltre che possono comparire anche quando si seguono determinate terapie farmacologiche, presenti anche negli effetti collaterali segnalati nel libretto.

Una volta identificato l’acufene attraverso un’attenta diagnosi, è possibile evidenziare grazie a uno specialista una delle terapie per riuscire a contrastare questa problematica, anche se una vera e propria ancora oggi non è stata trovata per supportare la sua completa guarigione.

Come metodo per curare l’acufene, però, da poco tempo vengono utilizzate anche varie terapie farmacologiche, come il cortisone per la sua guarigione. Il cortisone altro non è che una tipologia di ormone di tipo steroideo, ideale per la riduzione e la modulazione delle risposte immunitarie dell’organismo, ideale per riuscire a guarire quindi non solo l’acufene, ma anche varie allergie e reazioni ad esse correlate e le infiammazioni che si possono sviluppare all’interno dell’organismo a causa dei radicali liberi e non solo.

La sua azione antinfiammatoria è molto spiccata, il che rende il cortisone largamente utilizzato per trattare diverse problematiche. Inoltre, viene anche utilizzato per trattare e alleviare diversi sintomi che possono essere correlati all’artrite, alle articolazioni, allergie in forma grave, asma, sclerosi, infiammazioni di vario tipo e altre patologie.

Solitamente, il cortisone viene assunto nei casi più gravi con delle iniezioni tra la muscolatura, oppure tramite via orale. Quando si soffre di asma, ad esempio, o qualsiasi disturbo che può essere correlato all’apparato respiratorio, solitamente viene somministrato anche tramite l’ausilio di appositi inalatori; invece, se si è in presenze di patologia della pelle ci sono apposite creme o pomate, per trattare direttamente a livello topico.

Come agisce il cortisone sull’organismo

Solitamente, il cortisone viene tollerato in modo positivo dall’organismo, anche se presenta alcune controindicazioni ed effetti collaterali di cui bisogna assolutamente essere a conoscenza per riuscire a utilizzare questo ormone a scopo terapeutico nel modo migliore. Prima di tutto, il cortisone si può utilizzare unicamente dietro prescrizione medica, proprio a causa dei suoi effetti collaterali numerosi.

Ci sono nuovi e numerosi studi che stanno evidenziando i possibili benefici per riuscire a guarire gli acufeni attraverso l’utilizzo del cortisone, in quanto questo farmaco presenta molte proprietà immunosoppressive e antinfiammatorie allo stesso tempo, riuscendo così a essere utile per trattare anche le patologie di tipo infiammatorio che possono colpire l’apparato auricolare, come l’otite e la derivante ipoacusia.

Essendo molto utile per trattare i vari sintomi correlati ai processi causati dall’infiammazione il cortisone è utile per migliorare la salute dell’orecchio medio ed esterno, trattando in questo modo anche delle problematiche che possono essere causate dai batteri, come otiti trascurate o trattate nel modo scorretto.

Il cortisone, quindi, potrebbe essere molto utile per riuscire a trattare gli acufeni più acuti, evitando in questo modo anche la conseguente perdita parziale o completa dell’udito, che purtroppo è un problema correlato all’acufene molto diffuso, oltre che comunque il più grave.

Per riuscire ad eseguire i trattamenti a base di cortisone per curare le patologie legate all’apparato uditivo, solitamente la terapia viene eseguita con una somministrazione del cortisone tramite delle iniezioni intratimpaniche, una tecnica molto fastidiosa che prevede che la membra del timpano venga bucata con un sottilissimo ago, sempre sotto stretto controllo medico e utilizzando un microscopio, iniettando in questo modo il farmaco.

Benefici del cortisone sull’acufene

Questo metodo di cura dell’acufene attraverso il cortisone è stato illustrato dal congresso nazionale Sio, oltre che dalla società italiana di chirurgia cervico-facciale, sfruttando questa terapia che sfrutta iniezioni intratimpanica la prima volta solo nel 1940 e, molti studi eseguiti successivamente hanno evidenziato che può essere un metodo molto utile per guarire da questa patologia.

Inizialmente, il trattamento prevedeva unicamente che venisse somministrata solo morfina, vasoattivo e analgesico, solo nel 1970 si utilizzò la lidocaina e il desametasone intratimpanica, arrivando all’utilizzo del cortisone solo nel 1990.

Gli studi a riguardo hanno confermato che gli acufeni, in seguito a queste terapie, vengono ridotti in modo significativo, anche se non ci sono ancora abbastanza dati e verifiche a riguardo per conoscere in modo approfondito le controindicazioni e gli effetti collaterali di questo metodo.

È possibile quindi dire che se si soffre patologie come acufene molto acuto, insieme ad alcune malattie come l’ipoacusia, questa terapia steroidea attraverso iniezioni attraverso la membrana del timpano possono essere utili per alleviare i sintomi e il tintinnio percepito.

Inoltre, è possibile che si soffra anche di differenti tipologie di acufene, come quello cocleare. Anche in questo caso con la terapia a base di cortisone sono stati evidenziati degli effetti estremamente positivi, come durante quelli eseguiti durante il 1999, che hanno riscontrato una riduzione fino al 70% del tintinnio.

Iniezioni di cortisone

Le iniezioni di tipo intratimpanico, come altre procedure di tipo medico, possono non sempre avere degli esiti solo positivi, in quanto il liquido che viene iniettato in questa membrana raggiunge l’orecchio medio, potendo anche finire all’interno della tuba di Eustacchio, arrivando anche fino al naso profondo.

Arrivato in questa zona del naso, il liquido può venire disperso, raggiungendo in piccola quantità la coclea, venendo assorbito inoltre da diverse barriere dell’organismo; quindi, non sempre è consigliato intervenire in questo modo.

Un altro metodo in cui è possibile agire per trattare gli acufeni attraverso una cura cortisonica, è quella di optare per delle iniezioni intramuscolari, specialmente se la causa stessa degli acufeni viene evidenziata a causa di una disfunzione della zona mandibolare temporale, essendo quindi in presenza di una somatizzazione dovuta a un problema muscolare, che può appesantire di conseguenza l’apparato uditivo.

Attraverso questa tecnica, è stata spesso evidenziata una riduzione dell’acufene fino al 50%, oltre che di quello che può colpire la cervicale associandola a questa tipologia di fastidio. Quindi, questo fa capire che prima di scegliere il metodo con la quale si vuole agire per migliorare questa problematica, troviamo prima di tutto un’attenta diagnosi da parte di uno specialista.

In questo modo, si avrà un quadro più chiaro anche sulla procedura e la terapia d’adottare per alleviare questi problemi, scegliendo tra iniezioni intramuscolari o intratimpaniche, oppure per un’assunzione per via orale.

Effetti collaterali e benefici del cortisone

È possibile quindi dire che in alcuni casi si sono evidenziati degli ottimi miglioramenti grazie alla terapia con il cortisone per guarire gli acufeni, sia con iniezioni intramuscolari o intratimpanica, però come detto è sempre molto importante sottolineare gli effetti collaterali del cortisone, oltre il fatto che non serve per permettere la guarigione, ma unicamente per controllare i sintomi.

In linea generale i sintomi degli acufeni si possono trattare con delle mirate terapie farmacologiche, che utilizzano anche il cortisone, come ad esempio se si soffre di acufeni acuti associati a malattie come quella di Meniere, che può anche portare alla perdita dell’udito improvvisa, ma anche in caso di acufene unilaterale, correlato a disordini a livelli mandibolari o temporali.

Grazie a una terapia che sfrutta i benefici correlati all’utilizzo del cortisone, però è possibile riscontrare anche alcuni effetti collaterali, come l’aumento della pressione, ritenzione idrica, aumento della glicemia, problemi a livello gastrico, osteoporosi. In questi casi, è consigliato consultare il proprio medico curante e valutare la sospensione di tali medicinali.

Quindi, il cortisone si può assumere unicamente dopo aver eseguito una dettagliata visita specialistica, valutando in questo modo anche la causa degli acufeni, comprendendo la ragione per la quale si sono sviluppati e quindi anche la loro tipologia, agendo di conseguenza anche la terapia farmacologica e di iniezioni più adatte alle proprie esigenze, riuscendo in questo modo a tenere sotto controllo i sintomi.

Come utilizzare il cortisone

Inoltre, solitamente il cortisone viene utilizzato all’interno di alcune pratiche a livello clinico grazie alle sue proprietà, in quanto presenta una struttura molto simile a quella degli ormoni che vengono già prodotti all’interno dell’organismo da parte delle ghiandole di tipo surrenale, ma questa produzione può essere mutata in diversi casi, come dopo un grande stress a carico del proprio sistema immunitario.

I farmaci di tipo cortisonico, inoltre, vengono anche utilizzati all’interno di diverse terapie, per fare un esempio possiamo citarle le artriti, le infiammazioni che possono colpire le articolazioni, varie patologie della pelle, come dermatite o psoriasi, o anche gravi tipologie di asma e malattie che colpiscono il sistema immunitario.

È molto importante ricordare, inoltre, che il cortisone e i suoi derivati non vengono utilizzati per guarire le patologie, ma solo a scopo palliativo. Per questa ragione, non si può dire che il cortisone sia uno strumento utile per curare i sintomi e la malattia stessa, in quanto non può agire per la guarigione e annullare la causa scatenante della problematica.

Anche se viene erroneamente utilizzato, quindi, non dovrebbe essere considerato un’automedicazione troppo frequentemente, soprattutto in caso di allergie o problematiche a carattere infiammatorio. Utilizzare eccessivamente farmaci con cortisone, infatti, può portare a problemi fisiologici nell’organismo.

Portando alla ritenzione idrica e alla conseguente ipertensione a livello arteriosa, non consentendo il corretto assorbimento della vitamina d durante la digestione all’interno dell’intestino, rendendo così più gravi altre problematiche come l’osteoporosi.

Controindicazione dell’utilizzo prolungato di questo farmaco

Inoltre, l’utilizzo del cortisone può essere molto pericoloso in quando aumenta la gluconeogenesi, portando al diabete di tipo mellito, soprattutto se la terapia con questo farmaco viene eccessivamente prolungata nel tempo, distribuendo in modo scorretto il grasso, accumulandolo nel collo e nel viso, oltre che nell’addome, costringendo anche in modo pericoloso gli organi interi.

Ma non solo a livello fisico, in quanto gli effetti collaterali nell’utilizzo del cortisone può portare anche a delle alterazioni dell’umore, causando nei casi depressione e aumentando i globuli rossi all’interno del sangue.

Per questa ragione, gli esperti sconsigliano in linea generale di eccedere con l’utilizzo di cortisone o di altre tipologie di farmaci che lo contengono, giudicando insieme al proprio medico curante il momento più idoneo per la sua sospensione, valutando i singoli casi clinici e i propri miglioramenti.

Inoltre, quando si valuta il cortisone per la cura dell’acufene, o della sordità che può essere correlata a questa patologia, è necessario prima comprendere che tutte le tipologie di sordità possono essere differenti, in base a quale zona del proprio apparato auditivo viene colpita e anche la velocità in cui i sintomi si presentano, oltre che se è monolaterale o bilaterale.

In base a questa considerazione, sarà anche possibile comprendere la tipologia di cura da adottare in base ai sintomi.

Come il cortisone può trattare l’acufene

L’utilizzo del cortisone può essere specifico per varie tipologie di infiammazioni o di malattie autoimmune specialmente durante la fase iniziale in cui questo trauma si presenta. La terapia può essere utile, ad esempio, nei casi di ipoacusia trasmissiva o di otite, che può colpire a livello infiammatorio l’orecchio a livello esterno o medio, anche a causa di alcuni batteri che possono penetrare.Questa terapia a base di cortisone, infatti, potrà permettere la corretta guarigione trattando correttamente l’infiammazione, ma come visto solo in alcuni casi.

Infatti, questo non accade in presenza di ipoacusia neurosensoriale, che è un processo degenerativo che va a coinvolgere direttamente le cellule e alcune fibre nervose all’interno dello stesso nervo acustico.

In questo caso il cortisone non può agire in nessun modo sul danno causato, in quanto non è di tipo infiammatorio.

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