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Mastoplastica riduttiva (o intervento di riduzione del seno)

Mastoplastica riduttiva (o intervento di riduzione del seno)

Tra gli interventi di chirurgia più diffusi e conosciuti dalle persone c’è sicuramente quella che riguarda il seno per le donne. Tuttavia ci sono delle situazioni in cui è necessario, per esigenza estetica o per problemi di salute, ricorrere all’operazione opposta, ossia quella di riduzione del seno.

Tantissime donne ricorrono ad interventi di riduzione, perché un seno troppo grande può essere causa di disagio nei confronti del proprio aspetto fisico. Moltissime donne ricorrono all’intervento di riduzione del seno. La delicatezza di un’operazione come la riduzione del seno rende chiaramente necessario, in qualsiasi caso, un’analisi approfondita delle motivazioni che portano alla scelta dell’intervento.

Come anticipato, per molte donne un seno troppo grande rappresenta un forte disagio estetico e non solo. Questo aspetto, infatti, può caratterizzare differenti aspetti della propria vita e arrivare a provocare anche spiacevoli problemi fisici, anche notevoli. L’esempio lampante è rappresentato da tutte le donne che presentano una postura scorretta o problematica, a causa di un peso troppo ingombrante dei seni che può arrivare a causare dolori soprattutto a livello delle cervicali.

Avere un seno eccessivamente grande può, inoltre, inibire l’esercizio fisico fino a rendere quasi impraticabili alcuni sport o attività. A causa del peso notevole del seno, inoltre, anche portare dei reggiseni può rivelarsi doloroso, in particolar modo a livello delle spalle. Tutti questi fattori rappresentano i motivi principali per i quali alcune donne decidono di ricorrere alla chirurgia plastica per un’intervento di quella che in gergo medico è chiamata “mastoplastica riduttiva”.

Per affrontare al meglio tutte le normali ansie e insicurezze che caratterizzano questo tipo di scelte, è chiaramente fondamentale affidarsi a un chirurgo esperto, in grado di comprendere e rispondere alle proprie esigenze specifiche.

Quando ridurre il seno è necessario

Come detto, ci sono casi specifici in cui un intervento di riduzione al seno non è più effettuato per questioni prioritariamente estetiche ma si rivela necessario per la risoluzione di alcuni problemi fisici.

Questo tipo di “disturbo” è chiamato iperplasia (avere un seno ipersviluppato) e può arrivare a rappresentare un vero e proprio problema per le donne che ne soffrono. Un seno molto grande dipende da diversi fattori e circostanze: si può trattare di una “ptosi mammaria” di tipo ereditario, di una particolare ricettività ormonale a livello del tessuto mammario o, ancora, di aumenti di peso.

Tendenzialmente si distinguono vari gradi di ipertrofia mammaria, fino ad arrivare alla gigantomastia. In questi casi si è particolarmente esposti a problematiche legate a un seno troppo grande, quindi la mastoplastica riduttiva può agire sulle alterazioni del tessuto mammario.

L’obiettivo di quest’operazione, in questi casi, è ridurre il volume del seno eliminando eventuali disturbi e disagi ad esso collegati. Si tende a considerare un seno “troppo grande” quello di volume superiore (da 800 – 1000 grammi in più), a quello che dovrebbe essere, rispetto al resto della figura. Un volume normale di seno viene, infatti, considerato fra una seconda e una terza, che pesa circa 350 grammi.

Mastoplastica riduttiva: in cosa consiste

La mastoplastica riduttiva è, tecnicamente, l’intervento di chirurgia estetica per la riduzione si un seno eccessivamente grande. Nello specifico, il chirurgo che si occupa dell’intervento elimina, innanzitutto, parte dei tessuti che formano le mammelle, dopodiché, rimodella l’area occupata dai capezzoli e dall’areola. Nella quasi totalità dei casi la mastoplastica riduttiva è riservata alle donne, tuttavia non si escludono del tutto alcune occasioni in cui può essere necessario l’intervento anche sugli uomini.

Questo tipo di operazione può essere eseguita su pazienti di qualsiasi età. Tuttavia, si consiglia sempre di aspettare sempre la fine dello sviluppo e, se si ha intenzione di avere figli, di attendere di aver portato a termine le gravidanze. Nelle donne incinte, infatti, il seno subisce un accrescimento che potrebbe rendere inutile l’intervento di riduzione, oltre a caratterizzare in maniera negativa (secondo alcuni studi) la fase dell’allattamento.

È sempre bene ricordare che, nonostante la mastoplastica riduttiva sia abbastanza sicura, che si tratta pur sempre un intervento chirurgico invasivo, quindi non del tutto esente da rischi.

Vantaggi principali

Una mastoplastica riduttiva influisce in maniera decisamente positiva sul benessere psicofisico della donna che si sottopone all’intervento, eliminando o minimizzando i disturbi legati all’eccessiva pesantezza dei seni. In particolare:

  1. si risolvono problemi di carattere “tecnico” come dermatiti del solco sottomammario o altre irritazioni molto fastidiose.
  2. si attutiscono fino ad essere completamente eliminati i problemi di respirazione o sensazione di mancanza dell’aria, comuni durante le ore notturne quando ci si posiziona in maniera supina.
  3. si riduce il carico alla schiena e quindi i dolori delle spalle e della regione lombare. Inoltre la riduzione del seno aiuta a risolvere disagi psicologici e sociali provocati da un seno troppo abbondante.

In queste specifiche condizioni può essere davvero utile considerare l’intervento chirurgico per un benessere e una condizione di salute nettamente migliore.

Svantaggi

È possibile affermare che, tendenzialmente, la mastoplastica riduttiva non presenta particolari svantaggi o controindicazioni, se non quelle genericamente legate all’intervento chirurgico in sé. Sicuramente è fondamentale per la buona riuscita complessiva dell’operazione e per la sicurezza e soddisfazione della paziente, stabilire in fase di preparazione all’operazione una taglia da raggiungere che sia realizzabile.

Anche rispetto ad un’eventuale presenza di cicatrici, i segnali sono rassicuranti: le incisioni della mastoplastica riduttiva, che si tratti di piccole o grandi riduzioni del seno, possono essere di tipo periareolare o a T rovesciata. Di conseguenza, le cicatrici sono inevitabili ma non eccessivamente visibili e invadenti.

Le eventuali possibili complicanze sono rare e possono essere affrontate con prontezza tramite trattamenti appropriati che non necessariamente compromettono il risultato finale dell’operazione. Tra le principali:

  • un eccessivo accumulo di sangue nella mammella che deve essere esportato per prevenire sanguinamenti.
  • infezioni che si verificano molto raramente e tendenzialmente rispondono prontamente al trattamento antibiotico.
  • perdita di sensibilità del capezzolo, generalmente temporanea ad eccezione di rare occasioni. ed è previsto che la sensibilità si riacquisti quasi completamente con il tempo.
  • leggere asimmetrie, riscontrabili nella forma, dimensioni o posizione dell’areola. In genere sono di modesta entità e possono essere corrette agevolmente in anestesia locale non prima di sei mesi dall’intervento.

Come affrontare pre e post intervento

In fase di preparazione e quindi nella parte precedente all’operazione, è consigliabile seguire alcuni consigli utili genericamente per la maggior parte delle situazioni: bisogna evitare contatti con persone con malattie infettive, così come non bisogna assumere aspirina o farmaci che la contengano per 2 settimane prima (così come per 2 settimane dopo) dell’intervento.

Per le pazienti che fanno uso di contraccettivi orali, il consiglio è quello di interrompere l’assunzione di tali farmaci un mese prima dell’operazione.

La parte successiva all’operazione prevede una sensazione di dolore raramente intensa ma una più comune sensazione di fastidio. Tendenzialmente il gonfiore è presente in modesto grado e diminuisce durante i tre quattro giorni successivi all’intervento.

Di solito le parti interessate vengono coperte con una medicazione di sostegno, praticata al momento dell’intervento e rimossa 48 ore dopo l’operazione. In questa fase, essa viene sostituita da un reggiseno confortevole, tendenzialmente i cosiddetti reggiseni “sportivi”, che dovrà essere indossato notte e giorno per 3 mesi. Nella maggior parte dei casi le suture sono riassorbibili e non necessitano di interventi successivi.

Come anticipato in precedenza, In generale è bene che le pazienti che si sottopongono a mastoplastica riduttiva non cerchino di allattare dopo essere state operate. L’allattamento, infatti, può provocare un ingrossamento della mammella che rischia di compromettere il risultato dell’operazione.

L’intervento vero e proprio viene eseguito in anestesia generale. Disegni e misurazioni sono essenziali alla preparazione dell’intervento e si eseguono prima dell’anestesia, con la paziente in posizione eretta. L’intervento consiste nella rimozione di parte della cute e dei sottostanti tessuti della mammella, con il conseguente spostamento dell’areola più in alto e il rimodellamento dei rimanenti tessuti in una configurazione più piccola e più alta.

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