Mononucleosi (o sindrome del bacio): cause e rimedi

mononucleosi - sindrome del bacio

La mononucleosi è una malattia abbastanza comune: essa è riconoscibile a causa di specifici sintomi, e può essere curata in moltissimi modi diversi. Quando si parla della mononucleosi, si fa riferimento ad una malattia infettiva che è causata da un virus: questo virus attacca l’organismo e si trasmette solitamente attraverso lo scambio di saliva.

Proprio perché questo virus passa da una persona all’altra attraverso uno scambio di saliva, questa malattia è chiamata anche “malattia del bacio”: dunque, chi vuole evitarla, deve fare attenzione che la persona con la quale avviene il bacio non abbia avere questo virus nell’organismo. Il virus che causa la comparsa di questa malattia è il famoso virus di Epstein Barr: si tratta di un virus che fa parte della famiglia dei virus dell’herpes.

Generalmente, le persone che sono colpite dalla mononucleosi avvertono dei virus come la spossatezza, l’ingrossamento dei linfonodi del collo, l’ingrossamento della faringite, e la febbre, che nel giro di poco tempo può davvero divenire alta. In seguito alla contrazione del virus di Epstein Barr, è possibile guarire facilmente e senza delle particolari complicazioni: tuttavia, ci sono moltissime persone che lamentano un senso di astenia anche a lungo termine.

Sintomi tipici della mononucleosi

La mononucleosi si manifesta inizialmente in modo simile ad un malanno stagionale, quindi all’inizio somiglia molto alla classica influenza stagionale: si ha un senso di spossatezza, il mal di gola quando si deglutisce, l’ingrossamento dei linfonodi ed infine la febbre. Questi sintomi sono dovuti dal fatto che il corpo produce in quantità maggiore sia le cellule mononucleate, che sono monociti e linfociti, che le sostanze che servono alla protezione dell’organismo.

Negli adulti e negli adolescenti, il periodo di incubazione varia generalmente dai 30 ai 50 giorni, mentre per quanto riguarda i bambini, i primi sintomi si iniziano a manifestare dopo i primi 10/15 giorni dall’ingresso del virus nel corpo. Nel primo periodo di infezione, che è detto prodromico, si soffre di malessere diffuso, dolori muscolari, inappetenza, sudorazione ed anche febbricola: tuttavia, se il virus supera le difese immunitarie, si hanno dei sintomi molto più violenti.

I successivi sintomi sono l’astenia, il mal di gola, la formazione di placche dal colore bianco o giallo sulle tonsille, la linfoadenomegalia (ciò l’eccessivamento rigonfiamento ed indolenzimento dei linfonodi che si trovano sotto le ascelle, nel basso ventre e sul collo). Infine, moltissime persone riscontrano degli attacchi di febbre molto alta, sudorazione notturna, ingrossamento della milza, esantema morbilliforme, sofferenza epatica.

Cos’è e come si contrae la mononucleosi

Si è già visto cos’è la mononucleosi, ovvero una malattia portata dal virus di Epstein Barr, il quale fa parte della famiglia degli herpes virus: di questa stessa famiglia fanno parte anche i virus che causano l’herpes alle labbra, il fuoco di Sant’Antonio e la varicella. Una volta che si contrae questo virus, questo virus rimane per tutta la vita latente all’interno del proprio organismo e per questa ragione potrebbero manifestarsi delle ricomparse della malattia.

La malattia in questione prende il nome dalla reazione che ha il corpo quando si trova infetto da questo virus: quando il virus di Epstein Barr entra all’interno del corpo, l’organismo produce più globuli bianchi e cellule mononucleate, che invece sono presenti in piccola quantità nel corpo. In merito alla sua contagiosità, è possibile osservare che questa è veramente ridotta, e circoscritta maggiormente alle persone che hanno tra i 15 ed i 35 anni.

La malattia del bacio colpisce maggiormente i bambini e gli adolescenti: tuttavia, non bisogna assolutamente pensare che gli adulti non possono contrarre questa infezione. Infatti, la mononucleosi si contrae in modo veramente facile quando le difese immunitarie sono indebolite: questo avviene ad esempio quando si è appena guariti da una malattia fortemente debilitante o quando si vive un momento di forte stress.

Cause della mononucleosi

A questo punto è normale chiedersi “come si prende la mononucleosi?”. In effetti, ci sono veramente moltissime cause e fattori diversi che possono portare a contrarre questa malattia: proprio per questo, si tratta di un’infezione che colpisce il 50% della popolazione adolescente dei paesi industrializzati.

In aggiunta a ciò, è interessante notare anche che questo virus può causare anche delle minuscole epidemie quando ci sono delle condizioni particolari come cattive condizioni igieniche, contatto stretto con delle persone infette oppure sovraffollamento. Per quanto riguarda il contagio del virus, questo può essere diretto, quindi attraverso la saliva oppure le urine, le trasfusioni di sangue ed altri emoderivati oppure attraverso dei rapporti sessuali non protetti.

Ci sono però dei casi in cui il contagio avviene in modo indiretto, come ad esempio attraverso l’uso condiviso di oggetti infetti come giocattoli, piatti, posate e bicchieri: anche le goccioline di saliva rappresentano una minaccia in questo caso. Tuttavia, una volta che si è contratta la mononucleosi, è impossibile contrarla nuovamente quando si entra in contatto con qualche individuo infetto da essa.

Possibili conseguenze

Nella stragrande maggioranza dei casi, la mononucleosi non è una malattia che ha delle conseguenze gravi: dopo essere stati infetti per un periodo di tempo che va dalle due alle tre settimane, i soggetti non manifestano delle conseguenze importanti. Tuttavia, ci sono dei casi davvero rari in cui però ci possono essere delle conseguenze, anche abbastanza gravi: si tratta di conseguenze che interessano il sangue (piastrinopenia oppure anemia emolitica).

Ci sono poi delle conseguenze che gravano sul sistema nervoso, sia centrale che periferico: si parla di manifestazioni come ad esempio le alterazioni comportamentali , encefaliti, meningiti, convulsioni…. Inoltre, sono stati documentati rari casi in cui questa malattia si è presentata in modo davvero strano, attraverso una febbricola veramente bassa ed un senso di stanchezza e spossatezza: questi sintomi durano diversi mesi.

In seguito al contagio iniziale, in questi casi, il virus rimane silente, causando lentamente l’abbassamento delle difese immunitarie. Altri casi hanno mostrato invece che ci potrebbe essere un collegamento tra questo virus e alcune infezioni croniche: si tratta di una modalità simile a quella dell’AIDS.

Insomma, quando si iniziano ad avvertire i primi sintomi riconducibili a questa infezione, è meglio rivolgersi subito al proprio medico per curarla nel modo più adeguato.

Come si cura la mononucleosi?

Generalmente, dalla mononucleosi si guarisce senza delle grandi conseguenze e complicazioni: questo avviene circa dopo due o tre settimane dalla comparsa dei primi sintomi. Anche se il virus rimane nel corpo per tutta la vita, sono veramente rarissimi i casi in cui i soggetti hanno manifestato delle ricadute negli anni a venire: ci sono però dei casi in cui i soggetti soffrono ancora di stanchezza e problemi con la concentrazione.

Per quanto riguarda la cura della mononucleosi, c’è da dire che non esiste un farmaco in grado di curare il virus nello specifico: al giorno d’oggi, si segue una terapia che interviene direttamente su quelli che sono i sintomi della mononucleosi.

Inoltre, il soggetto che deve guarire da questa infezione deve stare assolutamente a riposo, evitare sforzi fisici per un minimo di sei settimane: questo è ancora più importante se il paziente ha la milza ingrossata.La cura generalmente si basa sul consumo di farmaci a base di cortisone, in modo da eliminare tutte quelle che sono le manifestazioni di questo virus che causa così tanti sintomi diversi.

In ogni caso, la cosa più importante da fare quando si iniziano ad avvertire i primi sintomi della mononucleosi è sicuramente quella di affidarsi alla cura del proprio medico, al fine di evitare controindicazioni.

Fonti

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