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Rabbia repressa: cos’è, come riconoscerla e come gestirla

rabbia repressa

La rabbia è un’emozione di base, ovvero una di quelle emozioni che provano tutte le persone molto spesso nella vita, insieme alla gioia, alla tristezza, alla felicità, alla sorpresa e al disgusto.

Gestire questa emozione, un po’ come tutte le altre, risulta essere difficile e può portare allo sviluppo di molti malesseri collegati ad essa. La maggior parte delle persone, quando si tratta di rabbia, tende a reprimerla senza sfogarla, aspettando che la sensazione passi da un momento all’altro senza far nulla.

Questo può portare alla presenza di una condizione che prende il nome di rabbia repressa, che può essere altamente nociva per la persona, sia fisicamente che psicologicamente.

Cosa si intende per rabbia repressa

Per rabbia repressa s’intende l’impossibilità di sfogare la rabbia che un individuo può provare a causa di determinate situazioni. Questo evento può portare, soprattutto se si tratta di episodi costanti o frequenti, allo sviluppo di sintomi che interessano non solo la sfera fisica, ma anche quella mentale di un individuo.

Diversamente dalla rabbia aggressiva, che prevede episodi di distruzione, di vendetta e di esplosività, l’individuo che soffre di rabbia repressa tende a manifestarla in maniera totalmente passiva: spesso, l’individuo che ne soffre tende ad auto criticarsi e ad accettare ogni critica da parte anche di perfetti sconosciuti e comportarsi come fosse assolutamente veritiera.

Chi soffre di rabbia repressa tenderà inconsciamente ad essere disponibile verso l’altro, per alcuni versi anche fin troppo disponibile. La situazione viceversa quando invece sarà lui o lei ad aver bisogno di una mano, in quanto ci sarà un rifiuto totale verso l’aiuto da parte di terzi. La persona che soffre di rabbia repressa, quindi, non avrà vita facile in quanto tenderà sempre a reprimere i suoi sentimenti, piacevoli o sgradevoli che siano.

Questa totale avversione e disumanizzazione dei sentimenti può creare vari problemi, psicologici e mentali, sia alla persona stessa sia a chi gli sta intorno.

Sintomi principali

Sono molte le persone che si pongono questa domanda, soprattutto quando si rendono conto di non essere in grado a esternare i propri sentimenti, sia utilizzando le parole sia utilizzando i gesti. Si può dire, però, che molto spesso l’emozione della rabbia repressa è attribuibile a situazioni accadute nel passato.

Molte persone, infatti, non sono mai state in grado ad esprimere le proprie emozioni per cose successe molto tempo fa, ad esempio durante l’infanzia. È molto comune che le persone considerate “sempre arrabbiate” dagli altri molto probabilmente non hanno avuto modo di difendersi e proteggersi da situazioni ingiuste che hanno dovuto subire precedentemente.

Cos'è e come gestire la rabbia repressa

Un percorso fondamentale da far compiere a tutti i bambini e gli adolescenti dovrebbe essere quello che insegna a gestire correttamente le proprie emozioni. Gestita in modo corretto, infatti, la rabbia potrebbe essere utile in quanto permette di esprimere verbalmente e non violentemente tutto quello che può in qualche modo sembrare ingiusto o non condividibile.

La rabbia, infatti, potrebbe nascondere altri sentimenti, come ad esempio la frustrazione e la tristezza. Insegnare ai bambini, ma anche agli adulti, a verbalizzare la propria rabbia potrebbe essere d’aiuto per poter gestire meglio alcune situazioni e sfogare correttamente tutti i propri sentimenti.

Conseguenze

Come detto precedentemente, la rabbia repressa, soprattutto se sottovalutata e non presa in considerazione, può generare una serie di manifestazioni sia fisiche che psicologiche. Si tratta, infatti, di un accumulo di emozioni negative che, a lungo andare, possono portare al manifestarsi di diversi sintomi, tra i quali:

  • accelerazione del battito cardiaco,
  • aumento della pressione sanguigna,
  • scarica di adrenalina e noradrenalina,
  • irrorazione dei vasi sanguigni,
  • sudorazione,
  • aumento della tensione muscolare,
  • afflusso di zuccheri nei muscoli,
  • rigidità della postura,
  • chiusura delle mascelle,
  • bruxismo,
  • pianto incontrollato,
  • frustrazione,
  • insoddisfazione
  • irascibilità.

 

Tutti questi sintomi, soprattutto se compaiono all’unisono, possono provocare grande frustrazione e ira nell’individuo, e possono quindi mettere a serio rischio l’incolumità della persona e di chi gli sta vicino. Nel caso in cui dovessero manifestarsi almeno due di questi sintomi, dovrebbe essere necessario per la persona che li vive o per chiunque gli sia abbastanza vicino da notarli, di prendere in considerazione l’idea di parlarne con un esperto.

Per evitare ripercussioni sia fisiche che mentali più gravi, infatti, potrebbe essere utile parlare con personale specializzato nella gestione della rabbia repressa che può aiutare a gestire meglio la rabbia e le frustrazioni e, se necessario, insegnare alcuni metodi che possono aiutare a sfogare le emozioni negative.

Aiuto psicologico

Come detto precedentemente in questo articolo, la rabbia fa parte dei vari sentimenti naturali, che le persone provano continuamente fin dalla nascita e che continueranno a provare per tutta la vita. Non tutti, però, sono in grado di affrontarla correttamente o di non soccombere all’ira durante gli episodi di rabbia esplosiva.

Questa situazione tende a verificarsi soprattutto quando l’intensità di rabbia provata raggiunge livelli altissimi e quindi si susseguono azioni e sensazioni difficili da controllare. In questi casi, secondo diverse testimonianze, è necessario chiedere un aiuto psicologico. Gli psicologi specializzati nella gestione di ansia, stress e attacchi di panico risultano essere anche di notevole aiuto per gestire sia la rabbia esplosiva che la rabbia repressa.

Prima che lo psicologo possa effettivamente entrare nel cuore della questione, però, è possibile che sottoponga l’individuo ad alcuni test, che può quindi aiutarlo a fornire una diagnosi e una cura. In ambito clinico, infatti, sono molti i professionisti che si avvalgono dell’utilizzo di questi test, oltre ovviamente al il colloquio psicologico.

Per valutare come un paziente si relazioni con la sua rabbia, sono stati ideati vari test. Il più famoso ed utilizzato è lo è lo State Trait Anger Expression Inventory-2: questo test risulta essere molto completo, in quanto permette di avere una misura non solo del controllo della rabbia, ma anche dell’esperienza e della sua espressione.

Questo test, quindi, va a valutare non solo i concetti di rabbia di stato e rabbia di tratto, ma anche come la rabbia viene espressa e controllata: esternalizzata e quindi manifestata oppure internalizzata e quindi repressa con la calma.

Come gestire la rabbia repressa

Navigando nel web, è possibile trovare diversi consigli e trucchi per gestire la rabbia repressa. Questi metodi, ovviamente, non sostituiscono i consigli di un esperto in materia, e devono essere osservati in modo molto cauto.

La rabbia repressa, infatti, è un argomento molto serio, in quanto è possibile che un individuo che ne soffre giunga ad un limite di sopportazione e, se superato, è possibile che si verifichino episodi rischiosi sia per l’individuo che si trova a doverli affrontare sia per chi gli sta attorno. Fatta questa premessa, dunque, vedremo quali sono i metodi più utilizzati ed efficaci per gestire al meglio la rabbia repressa.

Il percorso risulta essere molto lungo, in quanto si dovrà fare un duro lavoro di introspezione. Per imparare a gestire la rabbia repressa, prima di tutto, sarà necessario capire il motivo della presenza di questa rabbia, ponendosi diverse domande.

Dopo aver capito da dove proviene la rabbia, sarà necessario capire dove si colloca nel proprio corpo: sembrerà strano, ma è possibile che la rabbia si concentri in alcune zone del corpo, che diventeranno dolenti nel momento in cui si inizia a provare la rabbia. Una volta individuata l’area di concentrazione della rabbia, sarà importante tenere un diario dove trascrivere motivi, sensazioni e zone doloranti che si attivano quando si presenta la sensazione di rabbia.

Una volta completati tutti questi punti, è utile trovare un metodo per poter sfogare la propria rabbia. Potrebbe aiutare, ad esempio, praticare sport o attività fisica.

Iniziative principali

In tutto il mondo, ormai, esistono aree specifiche per poter dare sfogo alla rabbia repressa: le rage rooms. La traduzione letterale del termine è proprio “stanze della rabbia”. Si tratta, infatti, di stanze create appositamente per potersi sfogare.

Solitamente in queste stanze sono presenti diversi oggetti facilmente frantumabili, come ad esempio tazzine, tazze, bicchieri, piatti e altri oggetti simili. La persona che ha intenzione di utilizzarle paga una determinata cifra, variabile a seconda dell’allestimento della camera, e viene fornita un’arma, ad esempio una mazza da baseball, un mattarello o un bastone, che può utilizzare per dare libero sfogo alle sue pulsazioni e sentirsi sollevato.

Queste camere sono state particolarmente acclamate ed utili in Cina e in Giappone, e la loro presenza si sta rapidamente diffondendo in tutto il mondo.

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