Vaccini covid: quali sono e come funzionano

vaccini covid

All’inizio del 2020 ha avuto inizio una pandemia globale causata dal Covid-19 e da quel momento tanti studi di ricerca e case farmaceutiche hanno iniziato le sperimentazioni per individuare un vaccino. Battendo sul record i tempi di ricerca e sperimentazioni molti laboratori di biotecnologie sono riusciti a preparare e farsi approvare i vaccini covid.

Il covid 19 è comparso per la prima volta a Wuhan in Cina è da lì si è diffuso rapidamente in tutto il mondo. Il covid si presenta in un primo momento come un’infezione alle vie respiratorie per poi vedere l’insorgere di febbre, dolori muscolari, secchezza delle fauci, congestione nasale e naso che cola, mal di gola e tosse secca.

Il periodo di incubazione del virus va dai 2 ai 14 giorni ed è proprio per questo che inizialmente è stato difficile trovare il fil rouge che collegava gli infettati. Nei casi in cui si manifesta in forma acuta è necessaria anche la terapia intensiva poiché provoca anche polmonite. Per contrastare la diffusione del virus sono cominciate fin da subito le sperimentazioni in tempo record dei vaccini.

Cosa sono i vaccini anti covid-19 e come funzionano

In linea generale un vaccino è un composto farmacologico che viene introdotto nell’organismo per via parenterale o per via orale. I vaccini hanno lo scopo di immunizzare l’organismo da agenti patogeni quali virus e batteri.

In teoria un vaccino deve sollecitare il sistema immunitario per la produzione di anticorpi che supportano per l’appunto l’immunizzazione. Per poter adempiere al loro compito, i vaccini devono essere realizzati con una parte che sia proprio dell’agente patogeno contro cui si vuole avere l’immunizzazione.

Questa parte contenuta all’interno del vaccino prende il nome di antigene e può essere di vari tipi: i vaccini a vettore virale e vaccini a mRNA che contengono materiale genetico bioingegnerizzato da essere innocuo; vaccini a subunità o ad antigeni purificati che contengono una proteina inattiva, una tossina o un polisaccaride del microrganismo; i vaccini attenuati o vaccini inattivi che contengono il patogeno ma in forma attenuata.

L’antigene dunque attiva il sistema immunitario e non innesca la malattia. Quindi dopo che il sistema immunitario è stato stimolato l’organismo impiega dalle 2 alle 4 settimane per una difesa dal patogeno.

Per i vaccini anti covid-19 sono stati approvati 5, fino a febbraio 2022, di cui Pfizer e Moderna che sono a mRNA, Nuvaxovid che è un vaccino covid a subunità e AstraZeneca e Jhonson & Jhonson che sono a vettore virale. Ad oggi ci sono ancora altri vaccini anticovid in via di sperimentazioni di tutte le categorie sopracitate.

In Italia le vaccinazioni covid sono iniziate alla fine del 2020 e all’inizio del 2021.

Qual’è il funzionamento e la composizione dei vaccini anticovid con struttura a mRMA

Alla luce di quanto detto, i vaccini contro il covid 19 a mRNA hanno all’interno porzioni di RNA messaggero su cui sono “scritte” le istruzioni per codificare una particolare proteina del virus. Questa è chiamata proteina S o Spike, questa si trova sulla superficie esterna del virus covid 19 e permette allo stesso di attaccare le cellule dell’organismo per entrare e cominciare il processo riproduttivo e completare l’infezione.

Nei vaccini anticovid ad mRNA questa proteina è importantissima poiché stimola proprio la produzione degli anticorpi del sistema immunitario. Infatti, sfrutta proprio la sintesi della proteine per iniziare la codifica della proteina Spike per il quale è stato realizzato.

Da specificare che questa proteina è bioingegnerizzata questo significa che è innocua non attiva la malattia ma è capace di dare il via alla risposta da parte del sistema immunitario. I vaccini anticovid a mRNA approvati quindi, come detto in precedenza sono Moderna e Pfizer.

Tutti e due i vaccini avvengono tramite somministrazione con iniezione intramuscolo. La fase di vaccinazione prevede due dosi.

Per Pfizer è consigliato far trascorrere 21 giorni e va somministrato a bambini dai 5 agli 11 anni, nei ragazzi dai 12 ai 17 anni e negli adulti. Mentre per Moderna è previsto un intervallo tra le due vaccinazioni di 28 giorni, ed è indicato a partire dai 12 anni.

Piccole curiosità sui vaccini covid a mRNA: devono essere conservati a basse temperature per non essere danneggiati e hanno bassi costi di produzione, questo spiega perché sono stati i primi ad essere preparati.

 

vaccinazioni covid

Vaccino Anticovid a vettore virale: cosa sono e come funzionano

I vaccini di questa categoria utilizzano un adenovirus reso inoffensivo che una volta assunto dagli individui inizia la riproduzione della proteina Spike e inizia la codifica. Anche in questo caso la sequenza per la codifica della proteina spike è bioingegnerizzata in modo da innescare solo la risposta del sistema immunitario.

I vaccini a carica virale vengono generalmente realizzati con adenovirus di origine animale ad esempio di scimpanzé e la scelta non è fatta a caso. Infatti, se un individuo ha già contratto il virus precedentemente il vaccino risulterebbe inefficace.

Gli adenovirus umani sono comuni e quindi è davvero semplice trovare soggetti che abbiano già degli anticorpi. Quindi il sistema immunitario riconoscerebbe il virus e renderebbero il vaccino.

Anche questo tipo di vaccino deve essere conservato a basse temperature per evitare che venga danneggiato. Gli studiosi hanno utilizzato la tecnologia a vettore virale per la produzione del primo vaccino dell’ebola.

Il vaccino anticovid con carica virale approvato sono stati Astrazeneca, ora Vaxzevria, e Janssen di Johnson & Johnson. Astrazeneca utilizza un adenovirus di scimpanzé e attualmente può essere iniettato solo alla popolazione con un’età superiore ai 60 anni.

Questo perché nella prima fase di vaccinazione sono stati riscontrati diversi sintomi avversi nella popolazione più giovane. Il tempo che deve trascorrere tra le due dosi è stabilita dalle 4 alle 12 settimane. Janssen invece prevede una sola somministrazione intramuscolo sempre per una fascia di popolazione con un’età superiore ai 60 anni.

Vaccini anticovid inattivi: come sono fatti? Sono efficaci?

I vaccini che appartengono a questa tipologia hanno anche solo una carica virale ma “uccisa” ma comunque in grado di attivare il sistema immunitario. Ad oggi i vaccini anticovid inattivi sono in fase sperimentale e tra questi ci sono Valneva, Sinovac e SinoPham.

I vaccini covid 19 molto probabilmente utilizzeranno comunque una componente aggiuntiva per poter potenziare la reazione del sistema immunitario. In Italia un vaccino inattivo è il vaccino antinfluenzale.

Quindi ad oggi per quelli specifici anticovid sono in fase di sperimentazione.

 

vaccino covid-19

Vaccini a subunità: cosa sono e come sono fatti quelli per il covid 19

I vaccini a subunità sono realizzati con all’interno una parte o l’intera proteina in grado di stimolare il sistema immunitario. Spesso per questi tipi di vaccini vengono utilizzati un complesso di proteine per poter funzionare. Il vaccino anticovid a subunità approvato dall’agenzia europea del farmaco è Novavax e può essere somministrato alla popolazione che abbia compiuto 18 anni. Il tempo che deve trascorrere tra una somministrazione e l’altra è di circa tre settimane. La particolarità dei vaccini a subunità sono:

  • risultano essere dei composti vaccinali che assicurano sicurezza;
  • spesso contengono agenti adiuvanti che incrementano la risposta del sistema immunitario;
  • è una tecnologia utilizzata per molti vaccini tra cui il vaccino antiepatite B.

Vaccini anticovid attenuati: cosa sono?

I vaccini attenuati sono realizzati da una forma del virus indebolita e hanno lo stesso scopo degli altri vaccini ossia quello di stimolare il sistema immunitario. Data la presenza comunque del virus attivo necessitano comunque di molti test e sperimentazioni.

Non possono essere utilizzati da soggetti immunodepressi poiché la forma indebolita potrebbe riuscire a indurre l’infezione data proprio dal virus proprio perché il sistema immunitario è indebolito. Ci sono molti vaccini inattivi che vengono utilizzati con risultati positivi come quelli della parotite, morbillo, MPRV, rosolia, varicella.

Ad oggi non risultano in corso delle sperimentazioni di vaccini anticovid attenuti. Ci sono stati dei tentativi in precedenza, un esempio è stata la Cosagenix Inc che stava studiando un composto vaccinale sotto forma di spray nasale in un’unica dose. Le ultime informazioni riguardo questo tipo di vaccino risale ad Aprile 2021.

Fonti

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34003194/

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