Vitamina K: a cosa serve, dove si trova e controindicazioni

vitamina k a cosa serve

La vitamina K, conosciuta anche con il nome di naftochinone, è una vitamina liposolubile. Estremamente importante per l’organismo, viene accumulata all’interno del fegato e, per questa ragione, non è necessario che venga assunta in grandi dosi e giornalmente attraverso l’alimentazione.

Infatti, l’organismo è in grado di utilizzare questa vitamina al bisogno, rilasciandola attraverso il fegato in base alla dose e all’utilizzo necessario. Il ruolo principale della vitamina K è quello di servire per supportare la corretta coagulazione sanguigna, evitando in questo modo gravi problematiche di salute e garantendo la corretta gestione delle proteine.

Senza la vitamina K, infatti, non si potrebbe supportare nel modo giusto la formazione ossea, sviluppando anche gravi problematiche al sistema scheletrico, oltre che non poter garantire così la corretta sintesi delle proteine all’interno dell’organismo. La vitamina K si trova principalmente in quasi tutti i vegetali, specialmente in quelli verdi, come i cavoli, le cime di rapa e gli spinaci, ma anche nel cosiddetto quinto quarto, ad esempio il fegato e le frattaglie in generale.

La corretta assunzione giornaliera di questa vitamina, per gli adulti corrisponderebbe a 140 micro grammi circa, che dovrebbe essere normale assumere all’interno di un contesto dietetico sano ed equilibrato, dove si consuma ogni giorno almeno una porzione di verdura e proteine.

Incorrere in una carenza di questa vitamina, vista la sua importanza per l’organismo e per il sistema cardiocircolatorio, è essenziale quindi per riuscire a permettere la corretta coagulazione del sangue, evitando in questo modo l’insorgenza di gravi problematiche, come di emorragie.

Cos’è la vitamina K

È importante sempre e comunque ricordare, che una carenza di questa vitamina, in quanto il corpo riesce ad accumularla nel fegato, è davvero rara, ma può comunque verificarsi in qualche caso, come se sono presenti delle patologie che non permettono il corretto lavoro dell’intestino e l’assorbimento di determinati principi nutritivi, come delle vitamine.

vitamina k dove si trova

Oppure, anche chi assume per periodi prolungati alcune medicine, soprattutto gli antibiotici, rischia di non riuscire ad assorbire correttamente questa vitamina. In questi casi, quindi, è essenziale rivolgersi al proprio medico curante, che saprà consigliarci il miglior integratore per non avere carenze di questa vitamina essenziale e non rischiare problemi per il proprio benessere.

Tra gli effetti di una carenza di questa vitamina, inoltre, si possono presentare anche delle gravi artrosi, l’osteoporosi o delle fratture a livello osseo. Invece, gli effetti collaterali di un’assunzione eccessiva di vitamina K nell’organismo è senza dubbio ancora più raro di una sua carenza.

Gli effetti collaterali più comuni riscontrati, può essere un’eccessiva sudorazione, la trombosi, il vomito, l’anemia, un senso di pesantezza al petto e le vampati di calore. Anche in molti casi nei neonati possono presentarsi gli effetti collaterali di un’eccessiva assunzione di naftochinone, come ad esempio nel caso dell’assunzione di alcuni integratori, soprattutto con l’itterizia.

Inoltre, è possibile dividere in tre grandi gruppi la vitamina K, in base alla sua origine, funzione e natura. Le fillochinone, K1, è presente all’interno degli alimenti di origine vegetale, molto importante per permettere la corretta coagulazione sanguigna, oltre che essere la più semplice da assumere all’interno di una dieta equilibrata.

Le tipologie di vitamina K

Le menachinone, ovvero la K2, è proveniente dai batteri cosiddetti buoni, indispensabile per permettere il corretto funzionamento dell’intestino e migliorare in questo modo la microflora dell’intestino, supportando anche la salute a livello ossea, prevenendo varie patologie.

La Menadione idrosolubile, la K3, proviene da integratori e farmaci indispensabili da assumere per i soggetti che presentano varie patologie; quindi, che possiede un’origine sintetica ed è molto importante per la salute circolatoria di alcune persone, specialmente quelle più deboli.

Questa vitamina è definita inoltre liposolubile per la modalità con la quale viene assorbita a livello metabolico e la sua origine biologica e attiva, che permette in questo modo di supportare anche l’assorbimento delle proteine che sono indispensabile per legare correttamente il calcio ad alcuni tessuti, oltre che alle ossa, permettendo un’azione antiemorragica.

Grazie alle sue fondamentali proprietà, la vitamina k permette alle proteine di legarsi agli ioni all’interno del calcio, evitando che la coagulazione venga compromessa in modo grave, causando in questo modo un sanguinamento fuori controllo, che potrebbe anche risultare letale per l’organismo.

A livello strutturale, questa vitamina è formata da due differenti vitameri, la k1 e la k2. A sua volta, la k2 è formata da strutture di tipo chimico, basata su delle catene carboniose di tipo laterale con differenti lunghezze e altri gruppi isoprenoidi di atomi.

Dove si trova

La k1, inoltre, è chiamata anche fillochinone e viene prodotta da alcune piante, permettendo in questo modo di riuscire a ritrovare anche in grandi quantità all’interno delle verdure che presentano la foglia verde, in quanto viene creata anche attraverso il processo conosciuto con il nome di fotosintesi clorofilliana rappresentando la vitamina k vegetale per antonomasia.

Questa di tipo vegetale, è molto importante per riuscire a supportare le più comuni attività biologiche dell’organismo animale. La k2, invece, può essere comunque convertita in k1 grazie a un delicato processo di microbiota a livello endogeno o intestinale grazie alla flora batterica, riuscendo ad allungare in questo modo la catena della k2.

In questo modo, è possibile produrre diversi tipi di menachinone, come i suoi omologhi e differenti forme di menatetrone, che solitamente è possibile produrre unicamente da parte di organismi di tipo batterico e anaerobi, che utilizzano questa vitamina per eseguire la respirazione a livello cellulare.

SuddivisioneCaratteristiche
vitamina K1È di  origine vegetale, ed è la vitamina che agisce nei processi di coagulazione sanguigna. Inoltre essa è la vitamina più presente nelle diete alimentari
vitamina K2L’assorbimento della microflora intestinale è favorita da questa vitamina che è molto essenziale anche per il benessere delle ossa. Infine è di origini batterica
vitamina K3Questa vitamina di origine sintetica è utilizzata nei farmaci mirati al regolamento dei processi di coagulazione sanguigna

Come abbiamo visto, è possibile ottenere questa vitamina anche a livello sintetico, producendo così la k3, 4 e 5. Però, è importante sottolineare che la presenza del menadione può molte volte interferire con la corretta funzionalità del glutatione, diventando anche tossica per l’organismo e, per questa ragione, non viene più utilizzata per le carenze vitaminiche.

La modalità ideale per permettere la corretta assunzione di questa vitamina, quindi, si rivela senza dubbio l’alimentazione, permettendo di evitare in questo modo una carenza di questa vitamina, e allo stesso tempo degli eccessi e i suoi effetti collaterali solo attraverso uno stile di vita sano ed equilibrato.

Correlazione tra questa vitamina e alcune patologie

Però, recenti studi hanno dimostrato anche una correlazione tra la carenza di questa vitamina all’interno dell’organismo e una predisposizione a livello genetico di sviluppare l’osteoporosi e la calcificazione dei tessuti molli e delle arterie; anche se questa ipotesi e tutt’ora in corso di verifica.

vitamina k

Per i neonati, la somministrazione della vitamina di tipo K può avvenire in caso di carenze tramite anche iniezioni, prevenendo in questo modo sanguinamenti che possono essere dovuti a una carenza, oltre che possibili coaguli, anche se molto più rari rispetto a quelli che possono presentarsi negli adulti.

La causa, può anche ritrovarsi in una scorretta sintesi delle proteine che causano anche la sterilità e dei problemi a livello intestinale, ritrovando la causa anche all’interno di una scarsa assunzione stessa del latte materno o una carenza di questa vitamina in esso. Specialmente nei bambini, una carenza di questa vitamina può essere senza dubbio più grave, causando danni a livello celebrale.

La somministrazione di questa vitamina nei più piccoli può prevenire in questo modo anche lo sviluppo di patologie molto gravi, attraverso il supporto intramuscolare, evitando così emorragie da carenza. Inoltre, non è ancora certo che l’assunzione di questa vitamina possa in qualche modo evitare l’osteoporosi, specialmente per le donne in menopausa.

In ogni caso, è certo che una carenza possa essere un fattore di alto rischio, specialmente appunto per le donne durante questa fase, sviluppando un rischio maggiore di problemi ossei.

Come assumerla

L’assunzione corretta di questa vitamina, inoltre, si può anche riflettere nel benessere cardiocircolatorio, inibendo la calcificazione arterioso e il suo irrigidimento, anche se gli studi a riguardo sono ancora in corso, potrebbe rappresentare un’importante fonte per la prevenzione per la salute di uomini e donne, specialmente per i soggetti più anziani.

Per quanto riguarda il cancro, invece, questa vitamina può rappresentare un importante sostegno per evitare di accrescere le cellule tumorali, anche se la ricerca non riporta ancora significative scoperte o affermazioni a tal riguardo.

Questa vitamina in natura rappresenta una sostanza chimica presente all’interno delle piante a foglia verde molto importante, in quanto è importante per riuscire a supportare e come accettatore degli elettroni per il fotosistema indispensabile per la fotosintesi all’interno di questi vegetali.

Per gli animali, invece, la k è molto importante per permettere la carbossilazione dei residui del glutammato delle proteine, formando così gamma carbossiglutammati, conosciuti con il nome di gla. Questi residui sono importanti per permettere il corretto legame tra il calcio e gli essenziali che permettono l’attività biologica delle proteine di questo tipo.

Le proteine di questo tipo attualmente conosciute sono 17 e ognuna riveste un ruolo estremamente importante per alcuni processi di tipo fisiologico:

  • Il più importante è senza dubbio la coagulazione del sangue
  • Il metabolismo di tipo osseo
  • La biologia vascolare, grazie all’apporto della proteina di tipo 6

Controindicazioni ed effetti collaterali

Oltre ai suoi benefici è anche molto importante comprendere le controindicazioni di questa vitamina e gli effetti collaterali che può avere sull’organismo, permettendo in questo modo di smettere il suo consumo qualora si dovessero presentare.

Tra le principali problematiche che si possono presentare, è presente il fatto che la vitamina k possa diventare epatotossica per le persone ipersensibili. Per questa ragione tendenzialmente viene sconsigliata per chi soffre di epatite.

Per queste ragioni, è importante che la sua somministrazione sia controllata e, che in caso di patologie pregresse o assunzioni di alcune patologie di farmaco, ci si rivolga prima al proprio medico curante; iniziando in questo modo la terapia più adatta alle proprie esigenze.

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